Risconti attivi e passivi: cosa sono, con esempi pratici
Risconti attivi e passivi: cosa sono, dove li trovi nel bilancio, esempi con assicurazioni, maxicanone di leasing e contratti incassati in anticipo.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
I risconti sono quote di costi e ricavi già pagati o già incassati quest'anno, ma che appartengono all'anno prossimo. Il risconto attivo è un costo pagato in anticipo, il risconto passivo è un ricavo incassato in anticipo: in bilancio si tolgono dall'anno che si chiude e si rinviano a quello in cui maturano.
Sono l'opposto dei ratei, che anticipano costi e ricavi non ancora pagati o incassati. Vediamo dove trovi i risconti, come si calcolano con esempi presi dalla vita di tutti i giorni di una PMI e cosa ti dicono sulla tua cassa.
Cosa sono i risconti attivi e passivi?
Molti costi si pagano in una volta sola per un periodo lungo: l'assicurazione annuale, il canone di un software, il maxicanone iniziale di un leasing. Lo stesso vale per alcuni ricavi: un contratto di manutenzione fatturato all'inizio dell'anno, un abbonamento pagato in anticipo dal cliente.
Se il periodo coperto attraversa la chiusura dell'esercizio, la parte che riguarda l'anno nuovo non può stare nel conto economico dell'anno vecchio. L'art. 2424-bis del codice civile lo dice così:
- nei risconti attivi vanno i costi sostenuti entro la chiusura dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi
- nei risconti passivi vanno i proventi percepiti entro la chiusura dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi
Come per i ratei, si usano solo per costi e proventi comuni a due o più esercizi che maturano con il passare del tempo. Il principio contabile di riferimento è l'OIC 18 della Fondazione OIC. I ratei li abbiamo visti nell'articolo su ratei attivi e passivi.
Dove li trovi nel bilancio?
Nello stato patrimoniale, nella stessa voce dei ratei:
- risconti attivi nella voce D dell'attivo, «ratei e risconti»
- risconti passivi nella voce E del passivo, «ratei e risconti»
Nel bilancio abbreviato possono essere compresi nei crediti e nei debiti, quindi spesso non li vedi a parte. Nel conto economico il loro effetto è nascosto: riducono il costo o il ricavo dell'anno.
Un esempio di risconto attivo: l'assicurazione
Prendiamo un'azienda inventata che fattura 2 milioni. Il 1° ottobre paga 12.000 € per l'assicurazione del capannone, che copre un anno, fino al 30 settembre successivo.
Di quei 12 mesi, solo 3 (ottobre, novembre, dicembre) sono di quest'anno.
Costo di quest'anno = 12.000 × 3 ÷ 12 = 3.000 €
Risconto attivo = 12.000 × 9 ÷ 12 = 9.000 €
I soldi sono usciti tutti a ottobre, ma il conto economico dell'anno porta solo 3.000 € di costo. Gli altri 9.000 € stanno nell'attivo e diventeranno costo l'anno prossimo.
Lo schema minimo:
Risconti attivi a Assicurazioni (costo): 9.000
Un esempio che pesa di più: il maxicanone di leasing
La stessa azienda prende un macchinario in leasing per 5 anni, dal 1° luglio, e paga subito un maxicanone di 30.000 €. Il maxicanone riguarda tutta la durata del contratto, cioè 60 mesi, quindi vale 500 € al mese.
- costo di quest'anno: 6 mesi × 500 = 3.000 €
- risconto attivo a fine anno: 27.000 €
Di quei 27.000 €, 6.000 € diventeranno costo l'anno prossimo e 21.000 € negli anni successivi. È un esempio di risconto pluriennale: quando fai la riclassificazione del bilancio, la parte oltre i 12 mesi va con l'attivo fisso, non con i crediti a breve.
Un esempio di risconto passivo: i contratti incassati in anticipo
Un'azienda di impianti inventata vende contratti di manutenzione annuale. A ottobre fattura e incassa 120.000 € di contratti che coprono il periodo da ottobre a settembre.
Ricavo di quest'anno = 120.000 × 3 ÷ 12 = 30.000 €
Risconto passivo = 120.000 × 9 ÷ 12 = 90.000 €
In banca ci sono 120.000 €, ma 90.000 € corrispondono a lavoro ancora da fare: visite, interventi, pezzi di ricambio. Il risconto passivo è, nella sostanza, un impegno verso i clienti.
Un altro caso frequente: i contributi pubblici in conto impianti. Se l'azienda li registra con il metodo indiretto previsto dall'OIC 16, il contributo va fra i risconti passivi e si trasforma in ricavo un po' ogni anno, insieme all'ammortamento del bene.
Perché i risconti interessano all'imprenditore?
Per due motivi, uno sul conto economico e uno sulla cassa.
Sul conto economico mensile. Se l'assicurazione da 12.000 € finisce tutta nel mese di ottobre, ottobre sembra un mese pessimo e gli altri undici sembrano migliori del vero. Un report mensile che serve a decidere divide questi costi per i mesi a cui si riferiscono.
Sulla cassa. I risconti dicono dove la cassa e il conto economico si separano. Risconti attivi alti vogliono dire soldi già usciti per costi futuri. Risconti passivi alti vogliono dire soldi già entrati per lavoro ancora da fare: la banca sembra piena, ma una parte di quei soldi servirà a coprire costi dei mesi successivi. È uno dei motivi per cui l'utile e il flusso di cassa non coincidono quasi mai.
Cosa fare lunedì mattina?
Fai l'elenco di tutto quello che paghi in anticipo per periodi lunghi: assicurazioni, canoni annuali, maxicanoni di leasing, abbonamenti. Poi l'elenco di quello che incassi in anticipo dai clienti. Per ogni voce calcola la quota mensile e controlla che il tuo conto economico mensile la porti mese per mese. Se incassi molti anticipi, segui a parte quanta parte della cassa è già impegnata.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra risconto attivo e risconto passivo?
Il risconto attivo rinvia un costo già pagato, il risconto passivo rinvia un ricavo già incassato. Entrambi spostano all'anno dopo la parte che gli appartiene.
Che differenza c'è tra ratei e risconti?
Il rateo anticipa nell'anno un costo o un ricavo che si pagherà o incasserà dopo. Il risconto rinvia all'anno dopo un costo o un ricavo già pagato o incassato.
Il maxicanone del leasing si deduce tutto nell'anno?
In bilancio no: si distribuisce sulla durata del contratto con i risconti. Per gli aspetti fiscali conviene sentire il commercialista, perché le regole hanno condizioni proprie.
Un acconto ricevuto da un cliente è un risconto passivo?
Di solito no. Un acconto su una fornitura ancora da fare è un debito verso il cliente (voce D.6 «acconti»). Il risconto passivo riguarda ricavi già fatturati che maturano nel tempo, come un canone.
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