Rendiconto finanziario in Excel: un esempio passo per passo
Rendiconto finanziario in Excel con il metodo indiretto: quali dati servono, le formule cella per cella, la cella di controllo e come leggere il risultato.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
Per fare il rendiconto finanziario in Excel bastano due stati patrimoniali consecutivi e qualche dato del conto economico: utile, ammortamenti, accantonamenti, investimenti e dividendi. Con il metodo indiretto parti dall'utile, togli quello che non è cassa, aggiungi le variazioni di crediti, magazzino e debiti, e arrivi alla variazione della liquidità dell'anno.
Il risultato risponde a una domanda che il bilancio da solo non chiarisce: se ho fatto utile, dove sono finiti i soldi? Vediamo come costruire il foglio passo per passo, con un'azienda di esempio che chiude l'anno con 90.000 € di utile e 115.000 € di cassa in meno.
A cosa serve il rendiconto finanziario?
Il conto economico misura il guadagno per competenza: conta le vendite quando sono fatte, non quando sono incassate. Il rendiconto finanziario misura la cassa: quanta ne è entrata e quanta ne è uscita, e per quale motivo. Le due cose possono andare in direzioni opposte, e succede spesso nelle aziende che crescono.
Il rendiconto divide i flussi in tre gruppi:
- attività operativa: la cassa generata o assorbita dal lavoro di tutti i giorni
- attività di investimento: acquisti e vendite di macchinari, impianti, immobili, partecipazioni
- attività di finanziamento: finanziamenti ricevuti o rimborsati, aumenti di capitale, dividendi
È lo schema del principio contabile OIC 10, che le società con bilancio ordinario devono seguire per l'obbligo dell'art. 2425-ter del codice civile. Chi fa il bilancio abbreviato non è obbligato, ma per l'imprenditore il rendiconto è utile comunque. Se vuoi prima la teoria completa, c'è la guida al rendiconto finanziario.
Quali dati servono per costruirlo in Excel?
Prendi l'ultimo bilancio e quello dell'anno prima. Ti servono:
- lo stato patrimoniale di fine anno 1 e di fine anno 2
- dal conto economico dell'anno 2: utile, ammortamenti, accantonamento al TFR
- i dividendi distribuiti nell'anno 2, se ci sono
Usiamo un'azienda di esempio da 2 milioni di fatturato. Ecco gli stati patrimoniali semplificati.
| Anno 1 | Anno 2 | Variazione | |
|---|---|---|---|
| Immobilizzazioni nette | 600.000 | 650.000 | +50.000 |
| Crediti verso clienti | 400.000 | 470.000 | +70.000 |
| Rimanenze di magazzino | 250.000 | 280.000 | +30.000 |
| Cassa e banca | 150.000 | 35.000 | −115.000 |
| Totale attivo | 1.400.000 | 1.435.000 | |
| Patrimonio netto | 600.000 | 650.000 | +50.000 |
| Fondo TFR | 120.000 | 135.000 | +15.000 |
| Debiti verso fornitori | 300.000 | 330.000 | +30.000 |
| Debiti verso banche | 380.000 | 320.000 | −60.000 |
| Totale passivo | 1.400.000 | 1.435.000 |
Dal conto economico dell'anno 2: utile 90.000 €, ammortamenti 80.000 €, accantonamento al TFR 25.000 €. Dividendi pagati: 40.000 €.
Come si imposta il foglio Excel?
Passo 1: i dati. In colonna A scrivi le voci, in colonna B l'anno 1, in colonna C l'anno 2.
| A | B | C | |
|---|---|---|---|
| 1 | Voce | Anno 1 | Anno 2 |
| 2 | Immobilizzazioni nette | 600000 | 650000 |
| 3 | Crediti verso clienti | 400000 | 470000 |
| 4 | Rimanenze | 250000 | 280000 |
| 5 | Cassa e banca | 150000 | 35000 |
| 6 | Patrimonio netto | 600000 | 650000 |
| 7 | Fondo TFR | 120000 | 135000 |
| 8 | Debiti verso fornitori | 300000 | 330000 |
| 9 | Debiti verso banche | 380000 | 320000 |
| 10 | Utile dell'anno 2 | 90000 | |
| 11 | Ammortamenti dell'anno 2 | 80000 | |
| 12 | Accantonamento TFR anno 2 | 25000 |
Prima di andare avanti, controlla che il totale dell'attivo sia uguale al totale del passivo in entrambi gli anni. Se non torna, hai copiato male un numero.
Passo 2: il flusso dell'attività operativa. Più sotto, dalla riga 15, costruisci il rendiconto. La logica è: parti dall'utile e lo correggi per tutto ciò che non è entrato o uscito dalla cassa.
| A | C | |
|---|---|---|
| 15 | Utile | =C10 |
| 16 | + Ammortamenti | =C11 |
| 17 | + Accantonamento TFR | =C12 |
| 18 | − Aumento crediti | =-(C3-B3) |
| 19 | − Aumento magazzino | =-(C4-B4) |
| 20 | + Aumento debiti fornitori | =C8-B8 |
| 21 | − TFR pagato | =-(B7+C12-C7) |
| 22 | Flusso operativo | =SOMMA(C15:C21) |
Perché i segni sono questi? Gli ammortamenti e l'accantonamento al TFR sono costi che abbassano l'utile ma non fanno uscire soldi nell'anno, quindi si sommano. Se i crediti verso clienti aumentano, hai venduto ma non incassato, quindi la cassa scende. Se il magazzino aumenta, hai comprato merce che è ancora sugli scaffali. Se i debiti verso fornitori aumentano, hai comprato senza ancora pagare, e la cassa ne beneficia.
Il TFR pagato si ricava dal fondo: fondo iniziale più accantonamento meno fondo finale. Qui fa 120.000 + 25.000 − 135.000 = 10.000 €, liquidati a chi ha lasciato l'azienda.
Risultato: 90.000 + 80.000 + 25.000 − 70.000 − 30.000 + 30.000 − 10.000 = 115.000 € di flusso operativo.
Passo 3: il flusso degli investimenti. Gli investimenti si ricavano dalle immobilizzazioni: quelle finali, meno quelle iniziali, più gli ammortamenti dell'anno.
| A | C | |
|---|---|---|
| 24 | − Investimenti | =-(C2-B2+C11) |
| 25 | Flusso investimenti | =C24 |
Qui: 650.000 − 600.000 + 80.000 = 130.000 € di investimenti, che diventano −130.000 di cassa. Se nell'anno hai venduto un macchinario, il calcolo va corretto con il valore del bene venduto e l'incasso ottenuto.
Passo 4: il flusso dei finanziamenti.
| A | C | |
|---|---|---|
| 27 | Variazione debiti verso banche | =C9-B9 |
| 28 | − Dividendi pagati | =-(B6+C10-C6) |
| 29 | Flusso finanziamenti | =C27+C28 |
I dividendi si ricavano dal patrimonio netto: iniziale più utile meno finale, se nell'anno non ci sono stati aumenti di capitale. Qui 600.000 + 90.000 − 650.000 = 40.000 €. Il flusso dei finanziamenti è −60.000 − 40.000 = −100.000 €.
Passo 5: il totale e la cella di controllo.
| A | C | |
|---|---|---|
| 31 | Variazione della liquidità | =C22+C25+C29 |
| 32 | Controllo | =C5-B5-C31 |
La riga 31 dà 115.000 − 130.000 − 100.000 = −115.000 €. La cella di controllo deve dare zero: la variazione calcolata dal rendiconto deve coincidere con quella della cassa nello stato patrimoniale. Se non dà zero, manca una voce o hai sbagliato un segno.
Come si legge il risultato?
L'azienda dell'esempio ha chiuso con 90.000 € di utile e ha 115.000 € di cassa in meno. Il rendiconto dice perché, riga per riga.
- L'attività di tutti i giorni ha generato 115.000 €, ma 100.000 € sono rimasti bloccati in crediti e magazzino.
- Gli investimenti hanno assorbito 130.000 €, più di quanto ha prodotto la gestione.
- Il rimborso del mutuo e i dividendi hanno tolto altri 100.000 €.
Il titolare può trarre tre conclusioni pratiche. I clienti pagano più tardi di prima, e conviene guardare i giorni medi di incasso. Gli investimenti sono stati pagati con la cassa invece che con un finanziamento a medio termine. I dividendi sono stati decisi senza guardare la liquidità. Nessuna di queste cose si vede leggendo solo l'utile. Per capire il legame tra crediti, magazzino e debiti c'è la guida al capitale circolante netto.
Si può usare lo stesso foglio per guardare avanti?
Sì, ed è l'uso più utile. Se metti nella colonna C lo stato patrimoniale previsto per fine anno, invece di quello consuntivo, il foglio ti dice quanta cassa avrai a dicembre. È la base del budget di cassa: prima di decidere un investimento o un dividendo, simuli l'effetto sulla liquidità.
Con il controllo di gestione questo lavoro si fa ogni mese, non una volta l'anno a bilancio chiuso. Il commercialista prepara il bilancio, il controllo di gestione lo usa per decidere. Servono entrambi.
Cosa fare lunedì mattina?
Apri un foglio Excel, copia gli ultimi due stati patrimoniali e i tre dati del conto economico. Costruisci le righe dei passi 2, 3 e 4 e guarda la cella di controllo. Se il flusso operativo è molto più basso dell'utile, guarda subito crediti e magazzino.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra metodo diretto e indiretto?
Il metodo diretto elenca incassi e pagamenti uno per uno. Quello indiretto parte dall'utile e lo corregge. In Excel, partendo dal bilancio, il metodo indiretto è il più semplice.
Perché la cella di controllo non dà zero?
Di solito per un segno sbagliato, una voce dimenticata o un movimento particolare, come la vendita di un bene o un aumento di capitale, che va inserito a parte.
Ogni quanto conviene fare il rendiconto finanziario?
A consuntivo almeno una volta l'anno. Con dati mensili o trimestrali diventa uno strumento di guida, non solo di analisi.
Il rendiconto finanziario è obbligatorio per tutte le società?
No. È obbligatorio per chi redige il bilancio in forma ordinaria. Chi fa il bilancio abbreviato ne è esonerato.
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