Obiettivi SMART: i 5 requisiti per definirli bene in azienda
Obiettivi SMART: cosa significa l'acronimo, i 5 requisiti con esempi da PMI, come trasformare «vendere di più» in un obiettivo da controllare ogni mese.
di Redazione Imprenditore VeroL’imprenditore
Un obiettivo SMART è un obiettivo scritto in modo da essere specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante e con una scadenza. Se manca uno di questi cinque requisiti, a fine periodo non saprai dire se l'hai raggiunto, né perché.
«Vendere di più» non è SMART. «Portare il margine di contribuzione da 342.000 a 380.000 € entro il 31 dicembre, alzando il margine medio dal 38% al 40%» lo è. Vediamo i cinque requisiti uno per uno, con esempi presi dalla vita di una PMI, e come controllare un obiettivo durante l'anno.
Cosa significa SMART?
È un acronimo inglese. La versione più diffusa oggi è questa:
| Lettera | Inglese | Italiano | Domanda da farsi |
|---|---|---|---|
| S | Specific | Specifico | Cosa esattamente? |
| M | Measurable | Misurabile | Con quale numero? |
| A | Achievable | Raggiungibile | Con quali mezzi? |
| R | Relevant | Rilevante | Perché conta per l'azienda? |
| T | Time-bound | Con una scadenza | Entro quando? |
Il criterio viene attribuito a George T. Doran, che lo propose nel 1981 in un articolo per la rivista Management Review. Nel tempo le parole dietro le lettere sono un po' cambiate: per esempio la A a volte sta per «assegnabile», cioè con un responsabile. Il senso resta lo stesso: un obiettivo deve essere scritto in modo che chiunque, a fine periodo, possa dire se è stato raggiunto.
Quali sono i 5 requisiti di un obiettivo SMART?
S, specifico. Dice esattamente cosa vuoi ottenere e dove. «Migliorare gli incassi» è vago. «Ridurre i giorni medi di incasso dei clienti della linea installazioni» è specifico. Più l'obiettivo è preciso, più è facile capire chi se ne occupa e cosa deve fare.
M, misurabile. Ha un numero di partenza e un numero di arrivo. «Da 95 a 75 giorni». Se non c'è un numero, non c'è modo di controllare. E il numero deve essere disponibile: se oggi non sai quanti giorni impiegano i clienti a pagarti, il primo obiettivo è cominciare a misurarlo.
A, raggiungibile. È ambizioso ma possibile con le persone, il tempo e i soldi che hai. Chiedere il 40% di fatturato in più senza un venditore in più, né un prodotto nuovo, non è un obiettivo: è un desiderio. Un obiettivo irraggiungibile scoraggia chi ci lavora e alla terza volta nessuno ci crede più.
R, rilevante. Serve davvero all'azienda, ed è legato agli obiettivi più grandi. Ridurre i giorni di incasso è rilevante se l'azienda ha problemi di cassa. Aumentare i follower sui social può essere misurabile e raggiungibile, ma se non porta clienti con buon margine non sposta i risultati.
T, con una scadenza. Ha una data. «Entro il 30 giugno». Senza scadenza un obiettivo resta sempre aperto e scivola dietro alle urgenze di tutti i giorni. Per gli obiettivi annuali servono anche tappe intermedie, mese per mese.
Come si trasforma «vendere di più» in un obiettivo SMART?
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 900.000 € con un margine di contribuzione del 38%, cioè 342.000 €. Il titolare dice: «Quest'anno dobbiamo vendere di più».
Passo per passo:
- Cosa vuoi davvero? Non più fatturato, ma più margine, perché è quello che paga i costi fissi e lascia l'utile. Obiettivo: 380.000 € di margine di contribuzione.
- Con quale leva? Rivedere gli sconti sui clienti esistenti per portare il margine dal 38% al 40%, e aggiungere 50.000 € di vendite.
- Il conto torna? 950.000 × 40% = 380.000 €. Sì.
- Chi se ne occupa? Il responsabile commerciale per gli sconti, il titolare per i nuovi clienti.
- Entro quando? 31 dicembre, con un controllo ogni mese.
L'obiettivo SMART diventa: «Portare il margine di contribuzione da 342.000 a 380.000 € entro il 31 dicembre, alzando il margine medio dal 38% al 40% e il fatturato da 900.000 a 950.000 €. Responsabili: commerciale per gli sconti, titolare per i nuovi clienti. Controllo mensile».
È più lungo di «vendere di più», ma a giugno sai esattamente se sei in linea.
Come si controlla un obiettivo SMART durante l'anno?
Si divide l'obiettivo annuale in tappe. Se le vendite non sono stagionali, 380.000 € di margine fanno circa 31.700 € al mese. Ecco come appare il controllo a fine marzo:
| Mese | Margine previsto | Margine reale | Margine % reale |
|---|---|---|---|
| Gennaio | 31.700 | 29.500 | 38,5% |
| Febbraio | 31.700 | 30.200 | 39,0% |
| Marzo | 31.700 | 33.100 | 39,8% |
| Totale trimestre | 95.100 | 92.800 |
A fine marzo l'azienda è 2.300 € sotto, ma il margine percentuale sta salendo mese dopo mese. La revisione degli sconti funziona, i nuovi clienti sono ancora pochi. L'azione per aprile è chiara: concentrare il lavoro del titolare sui nuovi clienti.
Senza un obiettivo SMART questa lettura non è possibile. Con il controllo mensile è una conversazione di mezz'ora. Gli indicatori da seguire sono i KPI aziendali: pochi, legati agli obiettivi, aggiornati ogni mese.
Quali errori si fanno più spesso?
- Misurare quello che è facile, non quello che conta. Il numero di telefonate fatte è facile da contare, il margine dei clienti acquisiti è quello che conta.
- Obiettivi di attività invece che di risultato. «Fare 20 preventivi al mese» è un'attività. «Acquisire 50.000 € di nuovo fatturato al 40% di margine» è un risultato. Le attività servono, ma come mezzi.
- Confondere raggiungibile con comodo. Un obiettivo che si raggiunge senza cambiare nulla non è un obiettivo.
- Nessun responsabile. Se l'obiettivo è di tutti, non è di nessuno.
- Troppi obiettivi. Venti obiettivi SMART sono troppi per chiunque. Meglio tre o quattro, scelti bene.
Gli obiettivi SMART bastano?
No. SMART riguarda la forma, non il contenuto. Ti dice come scrivere un obiettivo, non quale obiettivo scegliere. Per scegliere servono i numeri: quanto vuoi che l'azienda guadagni, con quali costi, con quale margine. Ne abbiamo parlato nell'articolo sugli obiettivi aziendali, dove partiamo dall'utile e risaliamo fino al fatturato necessario.
Gli obiettivi SMART funzionano anche sul lungo periodo. Alessandro Pizzimenti guida NES Srl, edilizia e fotovoltaico. Con il controller Riccardo ha costruito un piano industriale 2024-2030 con obiettivi chiari di patrimonializzazione e crescita: nel piano la patrimonializzazione passa da 200.000 € nel 2024 a oltre 3 milioni nel 2030. Intanto, nei primi 10 mesi del percorso, il fatturato è passato da 1.600.000 a 3.300.000 € e l'EBITDA da 146.200 a 365.500 €. «Già sappiamo oggi come chiuderemo l'anno», racconta Simona. Tutti i dettagli sono nel caso studio di NES Srl.
Cosa fare lunedì mattina?
- Scrivi i tre obiettivi più importanti che hai in testa per quest'anno, così come li diresti a voce.
- Per ognuno passa le cinque lettere: cosa esattamente, quale numero, con quali mezzi, perché conta, entro quando.
- Aggiungi un responsabile e dividi l'obiettivo in tappe mensili.
- Metti in calendario un controllo al mese, sempre lo stesso giorno.
Domande frequenti
Cosa vuol dire SMART negli obiettivi?
È l'acronimo di Specific, Measurable, Achievable, Relevant, Time-bound: specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante, con una scadenza.
Gli obiettivi SMART valgono anche per i collaboratori?
Sì. Anzi, è lì che servono di più: un collaboratore con un obiettivo SMART sa cosa ci si aspetta da lui e può controllare da solo a che punto è.
Un obiettivo SMART può cambiare durante l'anno?
Sì, se cambiano le condizioni di partenza. Ma va cambiato con una decisione esplicita e motivata, non lasciato perdere in silenzio.
Quanti obiettivi SMART conviene darsi?
Per l'azienda, tre o quattro all'anno. Per ogni persona, uno o due legati al suo ruolo.
Nel webinar gratuito Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come trasformare gli obiettivi della tua azienda in numeri da controllare ogni mese. Ricevi i file Excel per rifare i conti sui tuoi dati.


