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Margine di tesoreria: la formula e come leggere il risultato

Margine di tesoreria: la formula, dove prendere i numeri nel bilancio, un esempio con i numeri e cosa fare quando il risultato è negativo in una PMI.

di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca

Il margine di tesoreria dice se l'azienda riesce a pagare i debiti che scadono entro l'anno con i soldi che ha in banca e con i crediti che incasserà, senza contare sul magazzino. Si calcola così: liquidità immediate più liquidità differite, meno passività correnti.

Se il risultato è positivo, i debiti a breve sono coperti. Se è negativo, per pagarli devi vendere il magazzino in fretta, chiedere più fido o rimandare qualche pagamento. Vediamo la formula, un esempio e cosa fare lunedì.

Cos'è il margine di tesoreria?

È uno dei margini dello stato patrimoniale che misurano la liquidità, cioè la capacità di far fronte agli impegni di breve periodo. Mette a confronto due blocchi:

  • quello che diventerà soldi entro 12 mesi senza vendere merce: cassa, conti correnti, crediti verso clienti e altri crediti a breve
  • quello che dovrai pagare entro 12 mesi: fornitori, banche a breve, rate dei mutui in scadenza nell'anno, stipendi, contributi, imposte

Il magazzino resta fuori di proposito. Le merci prima vanno vendute e poi incassate, e non sempre si vendono quando servono i soldi. Il margine di tesoreria risponde a una domanda prudente: se domani si fermassero le vendite, i debiti a breve sarebbero coperti?

Qual è la formula del margine di tesoreria?

Margine di tesoreria = (Liquidità immediate + Liquidità differite) − Passività correnti

dove

  • liquidità immediate: cassa e conti correnti attivi
  • liquidità differite: crediti verso clienti e altri crediti incassabili entro 12 mesi
  • passività correnti: tutti i debiti che scadono entro 12 mesi

Lo stesso confronto, fatto come rapporto invece che come differenza, è l'indice di liquidità primaria, che abbiamo spiegato nell'articolo sul quick ratio. Il margine dà un importo in euro, l'indice un numero puro. Il margine è più facile da capire: ti dice quanti euro mancano o avanzano.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 2 milioni di euro. Dal suo stato patrimoniale ricaviamo questi valori:

VoceEuro
Cassa e banche attive120.000
Crediti verso clienti380.000
Altri crediti a breve40.000
Liquidità immediate e differite540.000
Debiti verso fornitori310.000
Debiti verso banche a breve e rate del mutuo nell'anno150.000
Debiti tributari, previdenziali e verso dipendenti90.000
Passività correnti550.000
Margine di tesoreria−10.000

Il margine è negativo per 10.000 €. Vuol dire che, senza vendere il magazzino, all'azienda mancherebbero 10.000 € per pagare tutti i debiti dell'anno.

Il magazzino vale 260.000 €. Aggiungendolo si ottiene il capitale circolante netto, che qui è positivo per 250.000 €. Le due cifre insieme raccontano una storia precisa: l'azienda regge, ma solo se il magazzino gira. Se le merci restano ferme, la cassa soffre. Il legame tra i due margini è questo:

Capitale circolante netto = Margine di tesoreria + Rimanenze di magazzino

Ne parliamo nell'articolo sul capitale circolante netto.

Come si legge il risultato?

  • Positivo: i debiti a breve sono coperti dalla liquidità e dai crediti. È una situazione tranquilla, a patto che i crediti siano davvero incassabili.
  • Vicino a zero: l'equilibrio regge, ma qualsiasi ritardo di un cliente importante si sente subito sul conto corrente.
  • Negativo: una parte dei debiti a breve si paga solo vendendo il magazzino o usando nuovo credito. Non è per forza un allarme, ma va capito.

Il settore conta. Un negozio o un distributore vivono di magazzino e hanno spesso un margine di tesoreria negativo con un circolante positivo. Un'azienda di servizi, che il magazzino non ce l'ha, con un margine negativo è già in tensione.

Attenzione anche alla qualità dei crediti. Un margine positivo costruito su crediti scaduti da un anno, che nessuno incasserà, è un margine finto. Prima di guardare il risultato, togli i crediti che sai di non incassare.

Dove trovo i numeri nel bilancio?

Nello stato patrimoniale previsto dal codice civile:

  • le liquidità immediate sono nella voce C.IV dell'attivo, «disponibilità liquide»
  • i crediti sono nella voce C.II, dove il bilancio separa gli importi esigibili entro e oltre l'esercizio successivo
  • i debiti sono nella voce D del passivo, anche qui con la separazione tra entro e oltre i 12 mesi

Il bilancio però esce una volta l'anno e fotografa il 31 dicembre, che per molte aziende è un giorno particolare. Il margine di tesoreria è più utile se lo calcoli ogni mese dalla situazione contabile aggiornata. Per il quadro di tutti gli indici di liquidità c'è la nostra guida sugli indici di liquidità.

Cosa fare se il margine di tesoreria è negativo?

Le leve sono quelle che spostano soldi tra i due blocchi della formula.

  1. Incassare prima: rivedi i termini di pagamento dei clienti, sollecita lo scaduto, chiedi acconti sulle commesse lunghe.
  2. Ridurre il magazzino fermo: trasformare in soldi la merce che non gira sposta valore dalle rimanenze alla liquidità.
  3. Allungare i debiti: trasformare una parte del debito bancario a breve in un finanziamento a medio termine. Il debito resta, ma esce dalle passività correnti.
  4. Rafforzare il capitale: utili lasciati in azienda o versamenti dei soci migliorano il margine in modo stabile.

Prima di tutto, però, serve sapere settimana per settimana quanta cassa entra e quanta esce. È quello che ha fatto Rocco Scutellà, titolare di una pasticceria storica attiva dal 1930. Partiva da un investimento da 1,3 milioni, debiti per oltre un milione e crisi di liquidità stagionali ricorrenti. Con il controller Stefano ha impostato un budget di tesoreria con controllo settimanale dei flussi di cassa. Le sue parole, a distanza di 6-7 anni: «Siamo passati da 1,3 milioni di debito con 650k di fatturato a 1,3 milioni di fatturato con 650k di debito». I risultati degli 8 mesi di percorso sono nel caso studio di Rocco.

Domande frequenti

Il margine di tesoreria deve essere sempre positivo?

È preferibile, ma dipende dal settore. Chi lavora con molto magazzino può avere un margine negativo e un capitale circolante positivo senza essere in difficoltà. Conta che il magazzino giri.

Che differenza c'è tra margine di tesoreria e quick ratio?

Usano gli stessi numeri. Il margine è una differenza in euro, il quick ratio un rapporto. Il primo ti dice quanto manca, il secondo quante volte i debiti a breve sono coperti.

Il fido bancario non utilizzato entra nel calcolo?

No. Il fido disponibile è un aiuto per la cassa, ma non è liquidità dell'azienda. Se lo usi, diventa un debito a breve e finisce tra le passività correnti.

Ogni quanto conviene calcolarlo?

Ogni mese, insieme al budget di cassa. Il dato di fine anno arriva tardi e spesso fotografa un momento poco rappresentativo.


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