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Indici di solidità patrimoniale: la tua azienda è solida?

Indici di solidità patrimoniale: autonomia finanziaria, indebitamento, margini e quozienti di struttura. Come si calcolano dal bilancio, con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Gli indici di solidità patrimoniale dicono se l'azienda sta in piedi con i propri mezzi o se dipende troppo dai debiti, e se gli investimenti di lungo periodo sono finanziati con soldi che restano in azienda abbastanza a lungo. Si calcolano dallo stato patrimoniale e sono i primi numeri che una banca guarda prima di concedere un finanziamento.

Un'azienda può guadagnare bene ed essere fragile, se ha costruito tutto a debito o se ha comprato capannoni e macchinari con il fido di cassa. In questo articolo vediamo i quattro indici principali, come si calcolano, come si leggono insieme e cosa fare quando sono deboli, con un esempio su un'azienda da 3 milioni di attivo.

Cosa vuol dire solidità patrimoniale?

Solidità vuol dire due cose.

La prima è quanto l'azienda è dei soci. Ogni euro dell'attivo, cioè capannone, macchinari, magazzino, crediti, è finanziato o con i soldi dei soci (il patrimonio netto) o con i soldi di altri (banche, fornitori, fisco). Più è alta la quota dei soci, più l'azienda regge un anno difficile senza dover chiedere aiuto.

La seconda è se le fonti sono coerenti con gli impieghi. Un macchinario che lavorerà dieci anni va pagato con soldi che restano in azienda per anni: patrimonio netto o un mutuo a medio termine. Se lo paghi con il fido, che la banca può ridurre domani, crei uno squilibrio anche se l'azienda guadagna.

Gli indici di solidità guardano proprio queste due cose.

Quali sono gli indici di solidità patrimoniale?

Prima di calcolarli serve lo stato patrimoniale riclassificato in modo semplice, con quattro blocchi:

  • Immobilizzazioni: i beni che restano in azienda più di un anno (impianti, immobili, partecipazioni, crediti a lungo)
  • Attivo circolante: magazzino, crediti verso clienti, liquidità
  • Passività consolidate: debiti che scadono oltre l'anno, come mutui e TFR
  • Passività correnti: debiti che scadono entro l'anno, come fornitori, fido, rate dei prossimi dodici mesi

Poi c'è il patrimonio netto: capitale, riserve, utili non distribuiti.

Gli indici principali sono quattro.

Indice di autonomia finanziaria = Patrimonio netto ÷ Totale attivo

Leverage (rapporto di indebitamento) = Totale attivo ÷ Patrimonio netto

È il reciproco dell'indice di autonomia finanziaria. Da non confondere con il rapporto Debiti ÷ Patrimonio netto, che nell'esempio qui sotto vale 3.

Margine di struttura primario = Patrimonio netto − Immobilizzazioni

Margine di struttura secondario = (Patrimonio netto + Passività consolidate) − Immobilizzazioni

I due margini si possono scrivere anche come rapporto, e allora si chiamano quozienti: patrimonio netto diviso immobilizzazioni il primario, patrimonio netto più passività consolidate diviso immobilizzazioni il secondario.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio con questo stato patrimoniale riclassificato:

AttivoEuroPassivoEuro
Immobilizzazioni1.200.000Patrimonio netto750.000
Attivo circolante1.800.000Passività consolidate600.000
Passività correnti1.650.000
Totale3.000.000Totale3.000.000

Calcoliamo gli indici.

IndiceCalcoloRisultato
Autonomia finanziaria750.000 ÷ 3.000.00025%
Rapporto di indebitamento3.000.000 ÷ 750.0004
Margine di struttura primario750.000 − 1.200.000−450.000 €
Quoziente primario750.000 ÷ 1.200.0000,63
Margine di struttura secondario1.350.000 − 1.200.000+150.000 €
Quoziente secondario1.350.000 ÷ 1.200.0001,13

Come si leggono?

  • Autonomia al 25%: un euro su quattro dell'attivo è dei soci, gli altri tre sono di terzi.
  • Indebitamento a 4: per ogni euro dei soci ci sono quattro euro di attivo. È la stessa informazione vista dall'altro lato.
  • Margine primario negativo: il patrimonio netto da solo non basta a coprire le immobilizzazioni. È una situazione frequente nelle PMI e non è un allarme, se il resto è coperto da debiti a lungo.
  • Margine secondario positivo: patrimonio netto e debiti a lungo coprono tutte le immobilizzazioni e avanzano 150.000 € per finanziare una parte del circolante. Gli investimenti a lungo sono finanziati con fonti a lungo. È il segnale più importante dei quattro.

Su come si legge in dettaglio il primo indice trovi la guida all'indice di autonomia finanziaria, e sui due margini quella sul margine di struttura.

Cosa succede se compri un macchinario con il fido?

Qui gli indici di solidità diventano concreti. L'azienda dell'esempio compra un macchinario da 400.000 €. Ha due strade.

Paga con il fidoPaga con un mutuo a 5 anni
Immobilizzazioni1.600.0001.600.000
Passività consolidate600.0001.000.000
Passività correnti2.050.0001.650.000
Margine di struttura secondario−250.000 €+150.000 €
Quoziente secondario0,841,09

Per semplicità consideriamo tutto il mutuo a lungo. In realtà la quota da rimborsare nel primo anno, circa 80.000 €, va fra le passività correnti: il margine secondario scende a circa +70.000 € e il quoziente a 1,04, sempre sopra 1.

Stesso macchinario, stesso costo, stessa azienda. Nel primo caso un bene che durerà dieci anni è finanziato con un debito che la banca può chiedere indietro in qualsiasi momento. Il margine secondario diventa negativo e la banca, alla prossima revisione del fido, lo vede. Nel secondo caso l'equilibrio resta.

È un errore che si vede spesso: l'investimento si fa quando c'è l'occasione, e si paga con quello che c'è sul conto. Il conto lo presentano gli indici l'anno dopo.

Quanto devono essere gli indici di solidità?

Non c'è un valore giusto per tutti. Un'azienda manifatturiera con molti impianti ha immobilizzazioni alte e margini di struttura diversi da un'azienda di servizi che lavora con un computer e un ufficio in affitto.

Ci sono però due regole di buon senso che valgono quasi ovunque:

  1. Il quoziente secondario dovrebbe essere almeno 1. Sotto 1, una parte degli investimenti a lungo è pagata con debiti a breve.
  2. L'autonomia finanziaria va guardata nel tempo. Se scende anno dopo anno, l'azienda cresce a debito e non con i propri utili.

Il confronto più utile è con te stesso, anno su anno, e con aziende del tuo settore.

Come si migliora la solidità patrimoniale?

Le leve sono poche e chiare.

  • Lasciare gli utili in azienda. È la via più semplice per far crescere il patrimonio netto. Ogni euro di utile non distribuito alza l'autonomia finanziaria.
  • Consolidare il debito. Trasformare debito a breve in debito a medio termine, quando è stato usato per investimenti.
  • Finanziare gli investimenti con fonti coerenti. Macchinari e immobili con mutui o leasing della stessa durata, non con il fido.
  • Aumentare il capitale o trasformare i finanziamenti dei soci in riserve, quando serve una spinta più rapida.
  • Ridurre il circolante che non gira. Meno magazzino fermo e crediti scaduti vuol dire meno bisogno di debito.

Come la vede la banca?

La banca legge il bilancio con questi indici, insieme a quelli di redditività e di liquidità. Un'azienda che arriva con i numeri in ordine, e che sa spiegarli, parte da una posizione diversa.

Alessandro Pizzimenti, amministratore di NES Srl, azienda specializzata in edilizia e fotovoltaico, arrivava dagli anni del boom dei bonus edilizi con poca pianificazione e nessun piano industriale strutturato. Con il controller Riccardo ha ristrutturato il piano dei conti, costruito un piano industriale 2024-2030 con obiettivi di patrimonializzazione e lavorato sulla ristrutturazione del debito, per migliorare i rating creditizi e ottenere condizioni bancarie più favorevoli. «La patrimonializzazione passerà da 200.000€ nel 2024 a oltre 3 milioni nel 2030», spiega Riccardo. La storia completa è nel caso studio di Alessandro.

Cosa fare lunedì mattina?

  1. Prendi gli ultimi tre bilanci e dividi lo stato patrimoniale nei cinque blocchi dell'esempio.
  2. Calcola autonomia finanziaria e margine di struttura secondario per ogni anno.
  3. Se il margine secondario è negativo, cerca quale investimento è stato pagato con debito a breve.
  4. Prima del prossimo investimento, decidi con quale fonte lo paghi, e rifai il calcolo.

Domande frequenti

Qual è l'indice di solidità più importante?

Il margine di struttura secondario, perché dice se gli investimenti a lungo sono coperti da fonti a lungo. Va però letto insieme all'autonomia finanziaria.

Un'azienda con patrimonio netto basso è a rischio?

Non per forza, se guadagna e ha debiti coerenti con gli investimenti. Ma ha meno margine per assorbire una perdita o un anno difficile.

I finanziamenti dei soci contano come patrimonio netto?

No, nel bilancio sono debiti. Le banche però spesso li considerano con attenzione, soprattutto se sono postergati, cioè rimborsabili solo dopo gli altri creditori.

Ogni quanto vanno calcolati?

Almeno una volta l'anno sul bilancio, e prima di ogni investimento importante. Chi fa controllo di gestione li aggiorna anche durante l'anno.


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