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Indebitamento previdenziale tributario: l'indice di allerta

Indebitamento previdenziale tributario: cos'è l'indice, come si calcola dal bilancio, le soglie per settore e cosa fare se i debiti con fisco e INPS crescono.

di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca

L'indice di indebitamento previdenziale e tributario è il rapporto tra i debiti verso fisco ed enti previdenziali e il totale dell'attivo dello stato patrimoniale. Dice quanta parte dell'azienda è «finanziata», di fatto, dallo Stato e dall'INPS: quando sale oltre la soglia del tuo settore, spesso vuol dire che stai usando tasse e contributi non versati come se fossero un fido.

È uno dei cinque indici che il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha costruito nel 2019 per leggere i segnali di crisi. Vediamo come si calcola, dove trovi i numeri nel bilancio, come si legge e cosa fare se è troppo alto.

Cosa misura l'indice di indebitamento previdenziale e tributario?

Ogni mese l'azienda accumula debiti che non sono verso fornitori o banche: l'IVA da versare, le ritenute sugli stipendi, i contributi INPS, le imposte sul reddito. Una parte di questi debiti è normale. Il 31 dicembre, per esempio, hai sempre in bilancio l'IVA di dicembre e i contributi di dicembre, che si pagano a metà gennaio.

Il problema nasce quando questi debiti si allungano: F24 non pagati, rateizzazioni che si accumulano, cartelle. Sono i debiti più pericolosi che un'azienda possa avere, per tre motivi:

  • costano, con sanzioni e interessi che si sommano
  • non si negoziano come quelli con un fornitore
  • sono tra i segnali che la legge considera campanelli di allarme

L'indice mette questi debiti in rapporto alla dimensione dell'azienda, così puoi confrontare aziende grandi e piccole.

Come si calcola?

La formula è semplice:

Indice = (Debiti tributari + Debiti previdenziali) ÷ Totale attivo × 100

I numeri li trovi nel passivo dello stato patrimoniale, secondo lo schema dell'art. 2424 del codice civile:

  • D.12 Debiti tributari: IVA, ritenute, IRES, IRAP non ancora versate
  • D.13 Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale: contributi INPS e premi INAIL
  • Totale attivo: l'ultima riga della colonna di sinistra dello stato patrimoniale

Se l'azienda deposita il bilancio in forma abbreviata, le voci D.12 e D.13 non compaiono separate: c'è solo il totale dei debiti. In quel caso chiedi al commercialista il bilancio di verifica, dove trovi il dettaglio conto per conto.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda manifatturiera di esempio con 2 milioni di totale attivo. A fine anno ha 85.000 € di debiti tributari e 30.000 € di debiti previdenziali.

Indice = (85.000 + 30.000) ÷ 2.000.000 × 100 = 5,75%

Ora guardiamo dentro quei 115.000 €.

DebitoEuroNatura
IVA, ritenute e contributi di dicembre60.000ordinari, si pagano a gennaio
Rate di un debito IVA dilazionato55.000arretrati di anni passati
Totale115.000

Il numero da solo dice «5,75%». La tabella dice una cosa diversa: quasi metà del debito è arretrato. È lì che va messa l'attenzione, perché quei 55.000 € sono soldi dello Stato usati per pagare altro.

Quali sono le soglie per settore?

Il documento del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti del 2019 indica soglie diverse per ogni settore, perché un'azienda di servizi con molto personale ha per natura più contributi da versare di un grossista. Sopra soglia, l'indice segnala uno squilibrio.

SettoreSoglia
Agricoltura, silvicoltura e pesca5,6%
Estrazione, manifattura, produzione di energia4,9%
Fornitura di energia e acqua, gestione rifiuti6,5%
Costruzione di edifici3,8%
Ingegneria civile e lavori specializzati5,3%
Commercio all'ingrosso2,9%
Commercio al dettaglio, bar e ristoranti7,8%
Trasporti, magazzinaggio, alloggio10,2%
Servizi alle imprese11,9%
Servizi alle persone14,6%

L'azienda dell'esempio è manifatturiera: con 5,75% è sopra la soglia del 4,9%. Senza la rateizzazione sarebbe al 3%, sotto.

Il Codice della crisi nella versione originale usava questi indici in un sistema di allerta formale. Con le modifiche entrate in vigore nel 2022 quel sistema è stato superato, ma gli indici restano un riferimento usato da molti professionisti per leggere la salute di un'azienda. Ne parliamo nella guida al Codice della crisi d'impresa.

Cosa dice la legge sui debiti con fisco e INPS?

Oggi conta soprattutto l'articolo 25-novies del Codice della crisi d'impresa. Prevede che INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione segnalino all'imprenditore, e all'organo di controllo se c'è, i debiti scaduti oltre certe soglie. La segnalazione invita a valutare la composizione negoziata della crisi.

Detto in pratica: se ricevi una di queste lettere, il problema esiste da mesi. L'indice, calcolato ogni mese e non solo a bilancio, ti permette di vederlo prima.

Perché un'azienda finisce per non pagare tasse e contributi?

Quasi mai per scelta. Succede così: la cassa è tirata, il fornitore minaccia di bloccare le consegne, gli stipendi vanno pagati. L'F24 del 16 è l'unico pagamento che «può aspettare» senza che nessuno chiami il giorno dopo. Poi il mese dopo si ripete.

La causa vera sta più a monte: margini troppo bassi, clienti che pagano tardi, un finanziamento che pesa più di quanto l'azienda generi. L'indice previdenziale e tributario è spesso il sintomo, mentre la malattia si legge negli altri indici, come quello sulla sostenibilità degli oneri finanziari e quello sull'adeguatezza patrimoniale.

Marco Illuminati, titolare di ORIL SRL, raccontava così il momento delle imposte prima del controllo di gestione: «Nel momento di pagare le imposte era sempre un problema». Con il budget e il controllo mensile ha cominciato a prevedere i costi in anticipo. La storia è nel caso studio di Marco.

Cosa fare lunedì mattina?

  1. Prendi l'ultimo bilancio e calcola l'indice con la formula sopra.
  2. Chiedi al commercialista di separare i debiti tributari e previdenziali in due gruppi: quelli correnti e quelli scaduti o rateizzati.
  3. Metti nel budget di cassa le rate e le scadenze fiscali dei prossimi 12 mesi, come se fossero rate di un mutuo.
  4. Se sei sopra soglia, cerca la causa nei margini e nei tempi di incasso, non solo nella cassa.

Domande frequenti

Una rateizzazione con l'Agenzia delle Entrate è un segnale negativo?

Non per forza. Una rateizzazione pagata con regolarità è un modo legittimo di gestire un momento difficile. Diventa un problema se le rate si sommano anno dopo anno o se, per pagarle, smetti di versare quelle correnti.

L'indice va calcolato solo sul bilancio di fine anno?

Il bilancio è il punto di partenza, ma un controllo mensile è molto più utile. Basta una situazione contabile aggiornata con debiti tributari, previdenziali e totale attivo.

Perché le soglie sono così diverse tra i settori?

Perché dipendono dalla struttura dei costi. Un'azienda di servizi alle persone ha molto personale e poche immobilizzazioni, quindi più contributi in rapporto all'attivo. Un grossista ha molto magazzino e pochi dipendenti.

Se sono sotto soglia posso stare tranquillo?

Solo in parte. Guarda la composizione: anche sotto soglia, una parte di debito arretrato che cresce ogni anno è un segnale da non ignorare.


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