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Incidenza del debito: quanto pesano i debiti sulle fonti

Incidenza del debito: come si calcola il peso dei debiti sul totale delle fonti, come leggerlo nel bilancio, quali debiti contano di più. Con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

L'incidenza del debito dice quanta parte dei soldi che finanziano l'azienda arriva da terzi invece che dai soci. Si calcola dividendo il totale dei debiti per il totale delle fonti: se il risultato è 0,75, tre euro su quattro di quello che l'azienda possiede sono pagati con soldi di altri.

Vediamo come si calcola dal bilancio, come si legge, perché conta anche il tipo di debito e cosa si può fare per abbassarla.

Cos'è l'incidenza del debito?

Ogni euro investito in azienda, in macchinari, magazzino o crediti verso clienti, arriva da qualche parte. Le fonti sono due: il patrimonio netto, cioè i soldi dei soci e gli utili lasciati in azienda, e il capitale di terzi, cioè tutti i debiti. Banche, fornitori, Erario, dipendenti per il TFR. Sul capitale di terzi abbiamo scritto un articolo a parte, il capitale di terzi.

L'incidenza del debito misura il peso del secondo gruppo sul totale:

Incidenza del debito = Totale debiti ÷ Totale fonti

Il totale delle fonti è il totale del passivo dello stato patrimoniale, patrimonio netto compreso. Il suo contrario è l'indice di autonomia finanziaria, che misura il peso del patrimonio netto:

Autonomia finanziaria = Patrimonio netto ÷ Totale fonti

Se nei debiti metti tutto il capitale di terzi, le due percentuali sommate fanno 100%: se i debiti pesano l'80%, il patrimonio netto pesa il 20%.

Attenzione: il nome non è uguale per tutti. Altri autori chiamano incidenza del debito il rapporto tra debiti e patrimonio netto, quello che in questo articolo chiamiamo indice di indebitamento. Se confronti un numero trovato altrove, controlla quale formula usa.

Dove trovo i numeri nel bilancio?

Nello stato patrimoniale, lato passivo. Il patrimonio netto è la lettera A. Tutto il resto è capitale di terzi: fondi per rischi e oneri (B), TFR (C), debiti (D), ratei e risconti passivi (E). Il totale delle fonti è l'ultima riga, «totale passivo», che è uguale al totale dell'attivo.

Alcuni analisti usano solo i debiti della lettera D, altri tutto il capitale di terzi. Non c'è una versione giusta, conta usare sempre la stessa per confrontare gli anni.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che produce arredi su misura e fattura 4 milioni. Il lato destro del suo stato patrimoniale:

FonteEuroPeso sul totale
Patrimonio netto600.00020%
Fornitori900.00030%
Banche a breve (scoperti, anticipi)700.00023%
Mutui oltre 12 mesi500.00017%
TFR200.0007%
Debiti tributari e previdenziali100.0003%
Totale fonti3.000.000100%

Il calcolo:

Incidenza del debito = 2.400.000 ÷ 3.000.000 = 0,80, cioè 80%

Su ogni 100 € che l'azienda usa, 80 € sono di altri. Il rapporto tra debiti e patrimonio netto, che si chiama indice di indebitamento, è 2.400.000 ÷ 600.000 = 4: per ogni euro dei soci ci sono quattro euro di debiti. È lo stesso fenomeno visto da un altro lato, e lo spieghiamo nell'articolo sull'indice di indebitamento.

Che tipo di debito pesa di più?

Il numero totale non basta. Due aziende con la stessa incidenza dell'80% possono essere in situazioni molto diverse.

  • Debiti verso fornitori. Nascono dal lavoro di tutti i giorni e si rinnovano da soli. Sono normali, finché i fornitori sono pagati nei tempi concordati.
  • Debiti bancari a breve. Scoperti e anticipi vanno rinnovati di continuo. Se la banca riduce un fido, l'azienda deve trovare i soldi subito.
  • Debiti a medio e lungo termine. Mutui e finanziamenti con un piano di rimborso. Pesano, ma sono prevedibili.
  • Debiti tributari e previdenziali scaduti. Sono il segnale più delicato: se si accumulano, l'azienda sta usando lo Stato come banca.

Nell'esempio, i debiti a breve (fornitori, banche a breve, tributari) valgono 1.700.000 €, il 71% dei debiti totali. È una struttura sbilanciata: molti soldi da restituire entro l'anno e pochi a lungo. Spostare parte dello scoperto su un mutuo non cambierebbe l'incidenza del debito, ma renderebbe l'azienda molto più tranquilla. Come si bilanciano fonti a breve e a lungo lo spieghiamo nell'articolo sul capitale permanente.

Come si abbassa l'incidenza del debito?

Le strade sono poche e tutte chiare.

  1. Lasciare utili in azienda. Ogni euro di utile non distribuito aumenta il patrimonio netto e abbassa il peso dei debiti.
  2. Ridurre il capitale assorbito. Meno magazzino fermo e incassi più rapidi dai clienti liberano soldi con cui ridurre lo scoperto.
  3. Versamenti dei soci. Soldi freschi a patrimonio, quando servono in fretta.
  4. Vendere beni che non servono. Un immobile o un macchinario inutilizzato trasformato in cassa può ridurre i debiti.

Con 150.000 € di utile lasciati in azienda e usati per ridurre lo scoperto, l'esempio passa a 750.000 € di patrimonio netto e 2.250.000 € di debiti: l'incidenza scende al 75%.

Perché conta per la banca?

Perché la banca guarda da dove arrivano i soldi prima di prestarne altri. Un'azienda dove i soci ci credono e lasciano gli utili dentro rassicura di più di una che vive quasi solo di debiti. Ma conta anche saper spiegare i numeri. Rinaldo Lauria, titolare di Lauria Sistemi Srl, azienda IT di tracciabilità industriale, partiva da un risultato d'esercizio negativo e da una forte tensione finanziaria. Con il controller Francesco Boccardo ha definito un budget realistico e un piano industriale quinquennale, e con quella documentazione ha ottenuto due finanziamenti senza garanzie personali. «Mi sono presentato alle banche dove le ho messe nelle condizioni di non farmi nessun'altra domanda», racconta Rinaldo. La storia è nel caso studio di Rinaldo.

Domande frequenti

Qual è un valore corretto di incidenza del debito?

Non c'è un valore valido per tutti, perché cambia molto da settore a settore. Conta l'andamento negli anni e il confronto con aziende simili alla tua. Se cresce anno dopo anno, è un segnale da non ignorare.

Incidenza del debito e indice di indebitamento sono la stessa cosa?

No. L'incidenza mette i debiti a confronto con il totale delle fonti. L'indice di indebitamento li mette a confronto con il solo patrimonio netto. Raccontano la stessa situazione con due numeri diversi.

I debiti verso fornitori vanno contati?

Sì, fanno parte del capitale di terzi. Se vuoi guardare solo il peso delle banche, puoi calcolare anche l'incidenza dei soli debiti finanziari.

Ogni quanto va calcolata?

Almeno a ogni bilancio. Con una situazione patrimoniale infrannuale puoi controllarla ogni trimestre, soprattutto prima di chiedere un finanziamento.


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