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Beni durevoli e non durevoli: immobilizzazione o costo?

Beni durevoli e non durevoli: quando un acquisto va tra le immobilizzazioni e quando è un costo dell'anno, con la regola del codice civile e un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Un bene va tra le immobilizzazioni quando l'azienda lo userà per più anni: è un bene durevole e il suo costo si spalma negli anni con l'ammortamento. Se invece si consuma in un solo ciclo, o lo compri per rivenderlo, è un costo dell'anno (o finisce in magazzino) e pesa tutto subito sul conto economico.

A decidere non è il tipo di bene ma l'uso che ne fai. Vediamo la regola, cosa cambia nei numeri e perché ti interessa quando leggi il bilancio.

Cosa sono i beni durevoli e non durevoli?

I beni durevoli restano in azienda e lavorano per te per più esercizi: un capannone, una piegatrice, un furgone, i computer dell'ufficio, un software comprato in licenza per più anni. I beni non durevoli si esauriscono nel ciclo produttivo: materie prime, imballaggi, carburante, cancelleria, piccoli materiali di consumo.

Lo stesso oggetto può stare da una parte o dall'altra. Un furgone per l'idraulico è un bene durevole che usa per anni. Per il concessionario che lo vende è merce, quindi un bene destinato a uscire dall'azienda e a finire tra le rimanenze se a fine anno è ancora nel piazzale.

Cosa dice il codice civile?

La regola è in una riga dell'art. 2424-bis del codice civile: «Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni».

Conta quindi la destinazione. I beni durevoli vanno nello stato patrimoniale alla voce B, divisi tra immateriali (B.I), materiali (B.II) e finanziarie (B.III). I beni non durevoli passano dal conto economico, tra i costi della produzione, e quelli non ancora usati a fine anno finiscono tra le rimanenze nell'attivo circolante. I dettagli sulla voce B.II sono nella guida alle immobilizzazioni materiali.

Cosa cambia nei numeri? Un esempio

Prendiamo un'azienda di carpenteria di esempio che fattura 1,5 milioni, con un EBITDA di 150.000 €. A gennaio spende 90.000 €. Guardiamo due casi.

  • Caso A: i 90.000 € sono una nuova piegatrice che userà per nove anni.
  • Caso B: i 90.000 € sono lamiera in più, lavorata e venduta nell'anno.
Caso A, piegatriceCaso B, lamiera
Dove va la spesaImmobilizzazioni (B.II.2)Costi per materie prime (B.6)
Costo nel conto economico dell'anno10.000 di ammortamento90.000
Effetto sull'EBITDAnessuno−90.000
Valore che resta nell'attivo a fine anno80.0000
Soldi usciti dalla banca90.00090.000

Ammortamento annuo = Costo del bene ÷ Anni di vita utile = 90.000 ÷ 9 = 10.000 €

L'ultima riga è quella che conta per la tua tranquillità: la cassa esce tutta e subito in entrambi i casi. Il bilancio della piegatrice ti mostrerà un utile migliore, ma il conto corrente è sceso di 90.000 € lo stesso. Per questo un investimento in beni durevoli va pianificato con la cassa, non solo con il conto economico. Come funziona la quota annua lo spieghiamo nella guida all'ammortamento.

E i beni di piccolo valore?

Un trapano da 300 € è un bene durevole, ma nessuno ha voglia di ammortizzarlo per cinque anni. Sul piano fiscale l'art. 102, comma 5 del TUIR consente di dedurre per intero nell'anno di acquisto i beni con costo unitario non superiore a 516,46 €. Anche in bilancio, quando il totale di questi acquisti è poco rilevante, è prassi mandarli a costo nell'anno.

Il limite è per singolo bene, non per fattura. Dieci computer da 500 € l'uno rientrano, un server da 4.000 € no.

La manutenzione è un costo o un'immobilizzazione?

Dipende da cosa fa al bene.

  • Manutenzione ordinaria: tiene il bene in funzione così com'è. Il tagliando del furgone, la sostituzione di una cinghia, la ritinteggiatura. È un costo dell'anno.
  • Manutenzione straordinaria: aumenta la capacità, la produttività, la sicurezza o la vita utile del bene. Il motore nuovo che allunga di quattro anni la vita della macchina, l'ampliamento del capannone. Si aggiunge al valore del bene e si ammortizza.

È la distinzione del principio contabile OIC 16 sulle immobilizzazioni materiali, pubblicato dalla Fondazione OIC. Se nel tuo conto economico la voce manutenzioni ha salti forti da un anno all'altro, chiedi come sono state classificate.

Perché all'imprenditore interessa questa distinzione?

Per tre motivi.

  1. L'EBITDA cambia. Gli investimenti in beni durevoli non toccano l'EBITDA, che si ferma prima degli ammortamenti. Se confronti due anni e in uno hai classificato a costo spese che nell'altro hai capitalizzato, il confronto non regge.
  2. La cassa non perdona. Un investimento si ripaga in anni, ma si paga in mesi. Se lo finanzi con il fido di cassa invece che con un finanziamento a medio termine, rischi di trovarti senza liquidità con un bilancio in utile.
  3. Serve sapere prima se te lo puoi permettere. Rocco Scutellà, titolare di una pasticceria storica, racconta che nel 2012 l'azienda fece un investimento di oltre un milione di euro senza avere dati certi. Anni dopo, con il controllo di gestione, ha imparato a decidere con i numeri: nel caso studio di Rocco trovi come in 8 mesi l'EBITDA è passato da 309.233 a 424.474 €.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi il libro dei cespiti o il dettaglio delle immobilizzazioni nella nota integrativa e confrontalo con quello che hai davvero in azienda. Poi guarda gli acquisti più grossi dell'ultimo anno finiti tra i costi: se qualcuno ti servirà per anni, chiedi perché non è stato capitalizzato. Infine, prima del prossimo investimento, scrivi su un foglio quanto esce dalla cassa e quando, non solo la quota di ammortamento.

Domande frequenti

Chi decide se un bene è un'immobilizzazione?

La destinazione che l'azienda gli dà. Se il bene è destinato a essere usato in modo durevole va tra le immobilizzazioni, se è destinato alla vendita o si consuma in un ciclo è un costo o una rimanenza.

Un bene sotto i 516,46 € va sempre a costo?

Sul piano fiscale si può dedurre per intero nell'anno. In bilancio è prassi spesarlo quando il totale di questi beni è poco rilevante, ma resta una valutazione da fare con il commercialista.

Le spese per ristrutturare un locale in affitto dove vanno?

Se migliorano il locale in modo duraturo di solito si capitalizzano tra le immobilizzazioni immateriali e si ammortizzano, tenendo conto anche della durata del contratto di affitto. Se sono semplici riparazioni sono un costo dell'anno.

Capitalizzare una spesa riduce le tasse?

No, le sposta nel tempo. Il costo si deduce un po' per anno attraverso l'ammortamento invece che tutto subito.


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