Gestione straordinaria: proventi e oneri straordinari
Gestione straordinaria: cosa sono proventi e oneri straordinari, dove sono finiti nel bilancio dopo il 2016 e come separarli per capire il tuo utile vero.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
La gestione straordinaria raccoglie i fatti eccezionali, che non si ripetono e che non fanno parte dell'attività normale dell'azienda: la vendita di un immobile, il danno di un'alluvione, il risarcimento di una causa, i costi di una riorganizzazione. Producono proventi e oneri straordinari, cioè ricavi e costi che spostano l'utile di un anno senza dire nulla su come va il lavoro di tutti i giorni.
Dal 2016 il bilancio non li mostra più in una sezione a parte. Sono ancora lì, ma sparsi in altre voci. Vediamo dove trovarli e perché tirarli fuori.
Cos'è la gestione straordinaria di un'azienda?
Il conto economico di un'azienda si può leggere a strati. In cima c'è la gestione caratteristica, quella del mestiere: produrre, vendere, servire i clienti. Ne parliamo nell'articolo sulla gestione caratteristica. Poi vengono la gestione accessoria (un affitto incassato, per esempio), quella finanziaria (interessi e oneri sui debiti) e quella fiscale (le imposte).
La gestione straordinaria è lo strato dei fatti eccezionali. Ha due caratteristiche: non è prevedibile e non si ripete con regolarità. Un'azienda che vende un furgone ogni tre anni non fa un'operazione straordinaria, perché fa parte del suo modo normale di lavorare. Un'azienda che vende il capannone in cui ha lavorato per vent'anni, sì.
Dove sono finiti proventi e oneri straordinari nel bilancio?
Fino al bilancio 2015 il conto economico aveva una sezione E, con le voci «proventi straordinari» e «oneri straordinari». Il decreto legislativo 139 del 2015 l'ha eliminata per i bilanci dal 2016. Oggi ogni componente va nella voce che corrisponde alla sua natura:
| Fatto eccezionale | Dove lo trovi oggi |
|---|---|
| Plusvalenza sulla vendita di un immobile o di un macchinario | A.5 altri ricavi e proventi |
| Rimborso assicurativo per un danno | A.5 altri ricavi e proventi |
| Minusvalenza sulla vendita di un bene | B.14 oneri diversi di gestione |
| Costi di una riorganizzazione del personale | B.9 costi del personale |
| Plusvalenza sulla vendita di una partecipazione | C proventi finanziari |
| Imposte collegate a questi fatti | voce 20 imposte |
Per non perderli di vista, l'art. 2427 del codice civile chiede di indicare nella nota integrativa, al punto 13, «l'importo e la natura dei singoli elementi di ricavo o di costo di entità o incidenza eccezionali». È lì che vanno cercati.
C'è poi un caso particolare: gli errori di bilanci passati. Il principio contabile OIC 29, della Fondazione OIC, prevede che gli errori rilevanti si correggano direttamente nel patrimonio netto, senza passare dal conto economico dell'anno. Quelli non rilevanti, invece, passano dal conto economico.
Perché separare la gestione straordinaria?
Perché un fatto eccezionale può far sembrare un anno molto diverso da com'è stato. Succede in due direzioni.
- Un provento straordinario nasconde un problema. L'azienda perde sul lavoro, ma la vendita di un immobile porta l'utile in positivo. Il bilancio è in utile, l'attività no.
- Un onere straordinario nasconde un miglioramento. L'azienda ha lavorato bene, ma una causa chiusa con un risarcimento porta il risultato in perdita. Chi guarda solo l'ultima riga pensa a un anno andato male.
In tutti e due i casi, se usi quell'utile per fare il budget, decidere i dividendi o presentarti in banca, parti da un numero sbagliato.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che distribuisce materiale elettrico e fattura 4 milioni. Il bilancio chiude con 320.000 € di utile prima delle imposte, contro i 140.000 dell'anno prima. Sembra un anno da festeggiare. Leggendo la nota integrativa si scopre che:
- l'azienda ha venduto un vecchio magazzino che non usava più, con una plusvalenza di 210.000 €
- ha chiuso una causa con un ex agente pagando 40.000 €
| Voce | Euro |
|---|---|
| Utile prima delle imposte del bilancio | 320.000 |
| Meno la plusvalenza sul magazzino | − 210.000 |
| Più il costo della causa | + 40.000 |
| Utile prima delle imposte della gestione ordinaria | 150.000 |
Tolti i fatti eccezionali, l'utile ordinario è passato da 140.000 a 150.000 €. Un anno discreto, non da festeggiare. E se l'anno prossimo l'imprenditore costruisse il budget partendo dai 320.000 €, si troverebbe con una distanza di 170.000 € tra previsioni e realtà.
Per misurare quanto pesano in generale le gestioni diverse da quella del mestiere c'è un indice apposito, spiegato nell'articolo sull'incidenza della gestione extra-caratteristica.
Cosa può succedere quando si mette ordine nei numeri?
A volte la parte eccezionale non è una vendita o una causa, ma gli errori contabili accumulati negli anni. È il caso di Daniele Ricceri, titolare di MAD Energia Srl, che installa impianti di illuminazione e fotovoltaici. L'azienda si portava dietro errori contabili che si ripetevano ogni anno. Dopo circa tre incontri con il controller Domenico Magnifico, Daniele ha deciso di rimettere mano al bilancio 2024 già depositato. Il percorso e i risultati sono nel caso studio di Daniele.
La lezione per chi legge il bilancio è semplice: finché i numeri contengono partite che non appartengono all'anno, il confronto fra un anno e l'altro non regge.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi gli ultimi tre bilanci e apri la nota integrativa al punto sui fatti di entità o incidenza eccezionali. Poi guarda le voci A.5 e B.14: se una delle due ha un salto rispetto all'anno prima, chiedi da cosa dipende.
Su un foglio ricostruisci, anno per anno, l'utile senza i fatti eccezionali. È quello il numero da confrontare, da usare per il budget e da raccontare alla banca, insieme alla spiegazione dei fatti straordinari.
Domande frequenti
I proventi e gli oneri straordinari esistono ancora?
Nella sostanza sì, nel bilancio no. Dal 2016 la sezione E del conto economico è stata eliminata e questi componenti stanno nelle voci ordinarie, con il dettaglio nella nota integrativa.
Una plusvalenza è sempre straordinaria?
No. Se l'azienda vende e rinnova regolarmente mezzi o attrezzature, le plusvalenze fanno parte del suo modo normale di lavorare. È straordinaria quando nasce da un fatto eccezionale, come la vendita di un immobile o di un ramo d'azienda.
La gestione straordinaria entra nell'EBITDA?
Nel bilancio civilistico può entrarci, perché plusvalenze, minusvalenze e rimborsi stanno nel valore e nei costi della produzione. Nella riclassificazione gestionale si tolgono, così l'EBITDA misura solo l'attività normale.
Dove trovo i fatti straordinari se il bilancio non li separa?
Nella nota integrativa, che deve indicare importo e natura dei ricavi e dei costi di entità o incidenza eccezionali. Se non è chiara, chiedi il dettaglio al commercialista.
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