Fido bancario: cos'è, come funziona e come si ottiene
Fido bancario: cos'è, che tipi esistono, quanto costa, come si ottiene e perché usarlo sempre al massimo ti danneggia con le banche. Con un esempio.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
Il fido bancario è una somma che la banca si impegna a tenerti a disposizione, che puoi usare quando serve, in tutto o in parte, e ripristinare con i versamenti. Si ottiene presentando bilanci, una situazione aggiornata e un motivo chiaro per cui serve, e la banca lo concede in base a quanto è convinta che tu possa rimborsarlo.
È lo strumento che quasi ogni PMI ha e che pochi gestiscono con metodo. Vediamo come funziona, che tipi esistono, quanto costa, come si ottiene e quali errori lo rendono un problema invece che un aiuto.
Cos'è il fido bancario?
Tecnicamente è un'apertura di credito: il codice civile all'art. 1842 la definisce come il contratto con cui la banca si obbliga a tenere a disposizione del cliente una somma di denaro per un periodo determinato o a tempo indeterminato. L'art. 1843 aggiunge che puoi usare il credito più volte e ripristinarlo con i versamenti successivi.
Nella pratica vuol dire questo: se hai un fido di 100.000 € sul conto corrente, puoi andare in rosso fino a 100.000 €. Quando incassi, il rosso si riduce e quella disponibilità torna utilizzabile.
Che tipi di fido esistono?
I fidi si dividono in tre famiglie, e la banca li valuta in modo molto diverso.
- Fido di cassa, o scoperto di conto corrente: puoi andare in rosso fino al limite, per qualsiasi motivo. È il più flessibile e quello che la banca concede con più cautela, perché non è legato a un incasso preciso.
- Fido autoliquidante: anticipo fatture, anticipo su ricevute bancarie, salvo buon fine, anticipo su contratti. La banca ti anticipa una parte di un credito verso un cliente e si ripaga quando il cliente paga. È legato al fatturato e per questo la banca lo considera meno rischioso.
- Fido di firma: la banca non ti dà soldi, ma garantisce per te verso terzi, per esempio con una fideiussione a un ente pubblico o a un fornitore. Usa la fiducia della banca, non la sua cassa.
Quanto costa un fido?
I costi principali sono due, ed entrambi sono regolati dall'art. 117-bis del Testo unico bancario.
- Gli interessi, calcolati solo sulla parte che usi davvero, giorno per giorno.
- La commissione di messa a disposizione fondi, calcolata sulla somma accordata, anche se non la usi. Le regole attuative fissano un tetto dello 0,5% a trimestre dell'importo del fido.
Se sconfini oltre il fido, o vai in rosso senza averlo, la banca può applicare una commissione di istruttoria veloce, in misura fissa.
Prendiamo un'azienda di esempio con un fido di cassa di 100.000 €, usato in media per 60.000 €, con un tasso del 7% e una commissione dello 0,4% a trimestre. In un anno paga 4.200 € di interessi e 1.600 € di commissioni, cioè 5.800 €. Riferito a quello che usa davvero, il fido le costa quasi il 10% l'anno. Per questo chiedere un fido molto più grande del necessario, «per stare tranquilli», ha un prezzo.
Come si ottiene un fido bancario?
La banca valuta tre cose: la tua capacità di rimborso, la tua storia e le garanzie.
Capacità di rimborso. Guarda gli ultimi bilanci, una situazione contabile dell'anno in corso e, sempre più spesso, un previsionale. Vuole vedere che l'azienda produce cassa, che i debiti non sono sproporzionati rispetto al patrimonio e che il fido serve a qualcosa di preciso.
Storia. Controlla come hai usato i fidi finora, da lei e dalle altre banche, attraverso la Centrale Rischi della Banca d'Italia. Sconfinamenti e ritardi restano visibili a tutti.
Garanzie. Può chiedere una fideiussione personale dei soci, un pegno o una garanzia pubblica come quella del Fondo di Garanzia per le PMI.
Arrivare con una richiesta motivata cambia molto la conversazione. «Mi serve un fido di cassa di 150.000 € perché, come vede dal budget di cassa, fra giugno e settembre paghiamo i fornitori prima di incassare dai clienti» è una richiesta diversa da «vorremmo un po' di margine sul conto».
Quanto fido posso chiedere?
Quanto ti serve davvero, e lo dice il budget di cassa. Se ricostruisci entrate e uscite mese per mese e scopri che nel mese peggiore il saldo scende a −130.000 €, ha senso chiedere un fido un po' più ampio di quel valore. Chiederne 400.000 € costa commissioni inutili, chiederne 50.000 € ti porta a sconfinare.
Per la parte legata ai crediti verso clienti, il fido autoliquidante è quasi sempre lo strumento più adatto, perché cresce e cala con il fatturato. Se invece il fido serve a pagare un macchinario, è lo strumento sbagliato: per gli investimenti servono fonti a medio termine, come spieghiamo nell'articolo sulle fonti di finanziamento.
Perché usare il fido sempre al massimo è un problema?
Perché la banca legge il fido come un respiro: si usa nei mesi di bisogno e si libera quando arrivano gli incassi. Un fido usato sempre al 100%, mese dopo mese, racconta un'altra storia: l'azienda ha un buco strutturale che sta coprendo con uno strumento a breve.
Le conseguenze sono concrete. Il tuo merito di credito peggiora, la banca può chiedere un rientro e, se il fido è a tempo indeterminato, l'art. 1845 del codice civile le permette di recedere con il preavviso previsto dal contratto, e in mancanza con quindici giorni. Un rientro chiesto all'improvviso può mettere in crisi in poche settimane un'azienda che, sulla carta, guadagna.
Cosa cambia quando la banca vede numeri solidi?
Cambiano i rapporti di forza. Gianni Casamichele, titolare di INCASMED Srl, dispositivi medicali, raccontava che prima c'era sempre preoccupazione quando andava a trattare le condizioni con le banche. Con il controller Giuseppe Barbarani ha riclassificato il bilancio, separato le business unit e spinto i prodotti con più margine. In 18 mesi l'EBITDA è passato da 326.282 € a 673.021 €. «Ho messo in competizione le mie banche. Hanno fatto a gara con un'azienda così solida a offrirmi il finanziamento», racconta. È tutto nel caso studio di Gianni.
Cosa fare lunedì mattina?
Fai l'elenco dei fidi che hai, banca per banca: tipo, importo accordato, utilizzo medio degli ultimi sei mesi, costo. Se un fido è sempre al massimo, chiediti cosa sta finanziando davvero. Poi prepara un budget di cassa a dodici mesi: è il documento che ti serve per chiedere il fido giusto, e la banca lo legge volentieri.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra fido e prestito?
Il prestito ti dà una somma tutta insieme, da restituire a rate. Il fido ti dà una disponibilità che usi quando serve e paghi interessi solo su quanto usi.
Il fido ha una scadenza?
Può essere a tempo determinato o indeterminato. Anche quando non scade, la banca lo rivede periodicamente e può modificarlo o revocarlo secondo il contratto e la legge.
Cosa succede se sconfino?
Paghi interessi e commissioni più alti e lo sconfinamento può comparire in Centrale Rischi. Se si ripete, la banca lo legge come un segnale di tensione.
Serve una garanzia personale per avere un fido?
Spesso la banca la chiede nelle aziende piccole o con poco patrimonio. Con bilanci solidi e una buona storia, la richiesta di garanzie personali si può negoziare.
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