Concessioni, licenze e marchi: come si iscrivono in bilancio
Concessioni, licenze e marchi nella voce B.I.4 del bilancio: cosa ci va, come si ammortizzano e perché il marchio che hai costruito tu quasi non compare.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Concessioni, licenze e marchi sono la voce B.I.4 dello stato patrimoniale: raccoglie i diritti che l'azienda ha comprato o ottenuto per usare un bene pubblico, un'attività autorizzata, un marchio o un know-how altrui. Si iscrivono al costo sostenuto e si ammortizzano lungo la durata del diritto o la sua vita utile.
C'è un dettaglio che sorprende molti imprenditori: il marchio che hai costruito da solo in vent'anni di lavoro in bilancio vale quasi zero. Quello che compri da un altro, invece, ci entra al prezzo pagato. Vediamo perché e cosa significa per te.
Cosa c'è nella voce concessioni, licenze e marchi?
Il nome completo, nello schema dell'art. 2424 del codice civile, è «concessioni, licenze, marchi e diritti simili». Dentro ci sono quattro famiglie:
- concessioni: diritti dati da un ente pubblico per usare un bene o svolgere un'attività, per esempio una concessione demaniale su un tratto di spiaggia o la concessione per un servizio pubblico
- licenze: il diritto di produrre o vendere qualcosa che appartiene ad altri, come un prodotto su licenza di un marchio famoso o una licenza di produzione
- marchi: i segni che distinguono i tuoi prodotti, comprati da terzi o registrati da te
- diritti simili: per esempio il diritto d'ingresso pagato per entrare in una rete in franchising
Il software può stare qui o tra i diritti di brevetto e opere dell'ingegno, a seconda del contratto con cui l'hai acquistato. Le regole di dettaglio sono nel principio contabile OIC 24, pubblicato dalla Fondazione OIC. La mappa completa delle voci immateriali è nella guida sulle immobilizzazioni immateriali.
Perché il marchio che hai creato tu quasi non compare in bilancio?
Perché il bilancio iscrive i costi sostenuti, non il valore. Se compri un marchio da un'altra azienda, il prezzo pagato è un costo certo e diventa un'immobilizzazione. Se il marchio lo hai costruito tu, i soldi che lo hanno fatto crescere sono andati in pubblicità, fiere, qualità del prodotto, rapporto con i clienti. Sono tutti costi dell'anno in cui li hai sostenuti, e non tornano indietro nello stato patrimoniale.
Di un marchio creato in casa, in bilancio si trovano al massimo i costi specifici per tutelarlo, come la registrazione e il deposito. Il suo valore vero emerge solo quando qualcuno lo compra, insieme all'azienda o da solo. Allora il prezzo pagato in più rispetto al valore dei beni diventa marchio o avviamento nel bilancio di chi compra.
Come si ammortizzano concessioni, licenze e marchi?
Ogni diritto ha la sua durata.
| Diritto | Su quanti anni si ammortizza |
|---|---|
| Concessione | la durata della concessione |
| Licenza | la durata del contratto di licenza, o la vita utile se più breve |
| Marchio | la sua vita utile stimata, entro il limite fissato dall'OIC 24 |
| Diritto d'ingresso in franchising | la durata del contratto |
Il fisco ha regole proprie sulle quote deducibili ogni anno, che possono essere diverse da quelle del bilancio. È un tema per il commercialista. Per te conta la quota del bilancio, perché è quella che pesa sui costi fissi.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda alimentare di esempio che fattura 5 milioni e compra da un concorrente in chiusura un marchio storico di sughi pronti per 540.000 €. Stima che il marchio generi valore per 15 anni.
Ammortamento annuo = 540.000 ÷ 15 = 36.000 €
Ora la domanda che conta: quanto margine porta quel marchio? Se i prodotti con quel marchio vendono 900.000 € l'anno con un primo margine del 30%, generano 270.000 € di margine. L'ammortamento del marchio è un costo fisso di quella linea, accanto al personale e al marketing dedicati. Va messo nel conto economico della linea, non sparso tra le spese generali.
Se invece le vendite di quel marchio crollano e non si riprenderanno, il marchio vale meno di quello che c'è in bilancio. Va svalutato, e la svalutazione abbassa l'utile di quell'anno (art. 2426 del codice civile, numero 3).
Licenze e software: quando un investimento immateriale si ripaga
Le licenze d'uso, compreso il software, sono spesso la parte della voce che cresce più in fretta nelle PMI. Gabriele Conti, titolare di Conti Srl, macchinari per laboratori di pasticceria e panificio, racconta di aver inserito «più di 100 mila euro di investimenti in software». Dice di poterlo fare perché adesso ha i numeri per programmare gli investimenti. Nei 12 mesi del percorso con il controller Domenico Magnifico l'utile dell'azienda è passato da 14.000 a 350.000 €. La storia è nel caso studio di Gabriele.
Il punto per te è questo: un investimento in licenze si giudica come una macchina. Quanto costa ogni anno, tra ammortamento e canoni? Che lavoro fa risparmiare o che margine porta? Se non sai rispondere, l'acquisto è una spesa, non un investimento.
Cosa fare lunedì mattina?
Guarda nella nota integrativa il dettaglio della voce B.I.4. Per ogni diritto segna quanto vale in bilancio, quando scade e a quale linea di prodotti o attività è legato. Poi aggiungi il suo ammortamento ai costi fissi di quella linea. Se hai un marchio tuo, ricorda che il bilancio non ne mostra il valore: quando parli con una banca o con un possibile socio, quel valore va spiegato con i numeri delle vendite e dei margini.
Domande frequenti
Il marchio registrato dall'azienda si può iscrivere in bilancio?
Solo per i costi specifici sostenuti per crearlo e tutelarlo, come la registrazione. La pubblicità che lo ha fatto conoscere resta un costo dell'anno.
In quanti anni si ammortizza un marchio?
In base alla sua vita utile stimata, entro il limite massimo indicato dal principio contabile OIC 24. Per il fisco valgono regole proprie, da verificare con il commercialista.
Il diritto d'ingresso in un franchising è un'immobilizzazione?
Di solito sì, tra i diritti simili della voce B.I.4, e si ammortizza sulla durata del contratto. I canoni periodici invece sono costi dell'anno.
Che differenza c'è tra marchio e avviamento?
Il marchio è un diritto preciso e separabile, che si può vendere da solo. L'avviamento è il valore dell'azienda nel suo insieme, e compare in bilancio solo quando si compra un'azienda o un ramo d'azienda.
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