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Amministratore delegato: chi è il CEO e cosa fa in azienda

Amministratore delegato: chi è, cosa dice il codice civile sulle deleghe, cosa fa in una PMI e perché il suo lavoro vero è guidare l'azienda con i numeri.

di Redazione Imprenditore VeroL’imprenditore

L'amministratore delegato è il componente del consiglio di amministrazione a cui il consiglio affida una parte dei suoi poteri per guidare l'azienda ogni giorno. In inglese si chiama CEO, chief executive officer. Nelle PMI italiane è quasi sempre il fondatore o uno dei soci.

Il titolo è lo stesso in una multinazionale e in un'azienda da 3 milioni di fatturato. Il lavoro però cambia molto. In questo articolo vediamo chi è l'amministratore delegato, cosa prevede la legge, cosa fa davvero in una PMI e quali numeri deve avere sotto mano.

Chi è l'amministratore delegato?

Una società di capitali, SRL o SPA, è guidata da un organo amministrativo. Può essere una persona sola, l'amministratore unico, oppure un gruppo di persone, il consiglio di amministrazione.

Il consiglio decide in modo collegiale: si riunisce, discute, vota. Per la gestione di tutti i giorni questo metodo è lento. Per questo il consiglio può scegliere uno o più suoi componenti e affidargli una parte dei poteri: sono gli amministratori delegati.

Quindi l'amministratore delegato:

  • è prima di tutto un amministratore, cioè fa parte del consiglio
  • riceve dal consiglio poteri precisi, con limiti precisi
  • risponde al consiglio di come li usa

Come funziona il consiglio lo abbiamo spiegato nell'articolo sul consiglio di amministrazione.

Cosa dice il codice civile sulle deleghe?

Per le SPA la regola è nell'art. 2381-bis del codice civile, introdotto dal D.Lgs. 27 marzo 2026, n. 47. I punti che contano per un imprenditore sono questi:

  • il consiglio può delegare i suoi poteri a uno o più componenti, o a un comitato esecutivo, se lo statuto o l'assemblea lo consentono
  • il consiglio decide contenuto e limiti della delega, può dare direttive e riprendersi le singole operazioni
  • alcune cose non si possono delegare: fra queste la redazione del bilancio e le decisioni sulle perdite che riducono il capitale
  • gli organi delegati curano che l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato e riferiscono al consiglio e all'organo di controllo almeno ogni sei mesi sull'andamento della gestione

Nelle SRL l'atto costitutivo ha più libertà nell'organizzare l'amministrazione, come prevede l'art. 2475 del codice civile. La redazione del progetto di bilancio resta comunque una competenza dell'organo amministrativo.

Il punto da ricordare è il terzo dell'elenco sopra. La legge chiede a chi guida l'azienda di avere un'organizzazione e una contabilità adeguate, cioè di sapere come sta andando e dove sta andando. Ne parliamo nell'articolo sugli adeguati assetti organizzativi.

Che differenza c'è tra amministratore unico, presidente e amministratore delegato?

RuoloCosa fa
Amministratore unicoHa da solo tutti i poteri dell'organo amministrativo. Molto diffuso nelle piccole SRL.
Presidente del consiglioConvoca il consiglio, ne fissa l'ordine del giorno e coordina i lavori. Non ha di per sé poteri di gestione.
Amministratore delegatoGestisce l'azienda ogni giorno con i poteri che il consiglio gli ha dato.

In molte PMI le figure si sommano nella stessa persona: il fondatore è presidente e amministratore delegato insieme. Va bene, purché sia chiaro quali decisioni prende da solo e quali passano dal consiglio.

Cosa fa davvero l'amministratore delegato in una PMI?

Sulla carta guida la strategia. Nella pratica, in molte PMI, fa tutto: preventivi, cantieri, clienti difficili, fornitori, banca, assunzioni. Il risultato è un'azienda che va avanti solo se lui c'è.

Il lavoro che nessun altro può fare al posto suo è un altro, ed è di quattro tipi:

  1. Decidere dove va l'azienda: quali clienti, quali prodotti, quali mercati, quali investimenti.
  2. Fissare gli obiettivi in numeri: il budget dell'anno, il margine da raggiungere, il punto di pareggio.
  3. Controllare ogni mese: confrontare i risultati con il budget e correggere la rotta.
  4. Scegliere e far crescere le persone chiave, a cui delegare il resto.

Tutto il resto, prima o poi, va affidato ad altri.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 2,5 milioni con un primo margine del 38%. L'amministratore delegato lavora 55 ore a settimana, di cui 40 a seguire preventivi, consegne e problemi del giorno.

Nessuno guarda i listini da tre anni. Nel frattempo i costi dei fornitori sono saliti e il primo margine è sceso al 35%. Su 2,5 milioni, tre punti di margine valgono 75.000 € l'anno.

Valore di un punto di margine = Fatturato × 1%

In questa azienda un punto di margine vale 25.000 €. Se l'amministratore delegato dedica anche solo mezza giornata al mese a rivedere prezzi, sconti e clienti, e recupera due punti, porta in azienda 50.000 € l'anno. Nessun preventivo seguito di persona vale tanto.

Non serve lavorare di più: serve spostare il tempo dalle cose che può fare un altro a quelle che può fare solo lui.

Cosa succede quando l'amministratore delegato si sposta sui numeri?

Due storie dai nostri casi studio lo mostrano bene.

Rinaldo Lauria guidava un'azienda informatica in difficoltà, con il punto di pareggio raggiunto solo a dicembre. «Mi sono dimesso da amministratore delegato unico per dare lo scettro del comando ai numeri», racconta. Con il controller Francesco Boccardo ha costruito un budget realistico, ridotto i costi fissi e preparato un piano industriale. In 10 mesi l'EBITDA è passato da 37.333 € a 67.500 € e il punto di pareggio è arrivato a settembre. Tutti i numeri sono nel caso studio di Rinaldo.

Gianni Casamichele, titolare di INCASMED Srl, produce e vende dispositivi medicali per ospedali e case di cura, e faceva 60.000 chilometri l'anno. Con il controller Giuseppe Barbarani ha rivisto il piano dei conti, diviso l'azienda in business unit e costruito un budget con il monitoraggio mensile dei costi fissi. In 18 mesi la sua operatività è scesa dal 90% al 50%, i chilometri sono diventati 20.000 l'anno e l'utile è passato da 290.054 € a 633.735 €. «Mi si è liberato del tempo per poter fare meglio l'imprenditore. Allontanarmi da questa operatività tipica del piccolo imprenditore. Fare crescere la struttura e delegare», dice. La storia è nel caso studio di Gianni.

Quando conviene un amministratore delegato esterno?

A volte la proprietà decide di affidare la guida a un manager che non è socio. Succede nei passaggi generazionali, quando i figli non vogliono o non possono guidare l'azienda, o quando l'azienda cresce oltre le capacità del fondatore.

Funziona se ci sono tre cose:

  • deleghe scritte e chiare, con limiti di spesa e decisioni riservate al consiglio
  • obiettivi in numeri, concordati prima, come margine, EBITDA e cassa
  • un sistema di controllo di gestione che faccia vedere ogni mese se gli obiettivi si stanno raggiungendo

Senza numeri condivisi, il rapporto fra proprietà e manager diventa una questione di fiducia personale, e alla prima difficoltà si rompe.

Cosa fare lunedì mattina?

Scrivi su un foglio come hai passato la settimana scorsa, ora per ora. Dividi le attività in due colonne: quelle che solo tu puoi fare e quelle che potrebbe fare qualcun altro. Poi controlla se nella prima colonna c'è almeno un'ora dedicata a leggere i numeri del mese. Se non c'è, è da lì che si comincia.

Domande frequenti

Amministratore delegato e CEO sono la stessa cosa?

Nella pratica sì. CEO è il nome inglese della persona che guida l'azienda. In Italia il ruolo corrispondente è quello dell'amministratore delegato.

L'amministratore delegato deve essere socio?

No. Nelle SPA può essere un esterno. Nelle SRL, salvo diversa previsione dell'atto costitutivo, gli amministratori sono scelti fra i soci, ma l'atto costitutivo può prevedere anche amministratori non soci.

Che differenza c'è tra amministratore delegato e direttore generale?

L'amministratore delegato è un componente del consiglio con poteri delegati. Il direttore generale di solito è un dirigente, legato all'azienda da un rapporto di lavoro, che guida l'operatività sotto le direttive dell'organo amministrativo.

Il compenso dell'amministratore delegato è un costo dell'azienda?

Sì. Il compenso degli amministratori è un costo del conto economico, come uno stipendio. Se il titolare non se lo prende e vive di prelievi, i margini dell'azienda sembrano più alti di quello che sono.


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