Reddito d'impresa: cos'è e come si determina ai fini fiscali
Reddito d'impresa: cos'è, come si determina partendo dall'utile di bilancio, le variazioni in aumento e in diminuzione e un esempio con i numeri per una SRL.
di Redazione Imprenditore VeroTasse e patrimonio
Il reddito d'impresa è il reddito che deriva dall'esercizio di un'attività d'impresa ed è la base su cui si calcolano le imposte dell'azienda. Si determina partendo dall'utile o dalla perdita del conto economico e applicando le variazioni in aumento e in diminuzione previste dal TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi.
In pratica il reddito d'impresa quasi mai coincide con l'utile di bilancio. Vediamo perché, come si passa dall'uno all'altro e cosa significa per la cassa della tua azienda.
Cos'è il reddito d'impresa?
L'art. 55 del TUIR definisce redditi d'impresa quelli che derivano dall'esercizio di imprese commerciali, cioè di attività come la produzione di beni e servizi, il commercio, i trasporti, svolte in modo abituale e organizzato.
Per le società di capitali la regola è ancora più netta. L'art. 81 del TUIR stabilisce che il reddito complessivo di una SRL o di una SPA, «da qualsiasi fonte provenga», è considerato reddito d'impresa. Anche l'affitto di un immobile o un dividendo incassati da una SRL entrano nel reddito d'impresa.
Come si determina il reddito d'impresa?
Il punto di partenza è il bilancio. L'art. 83 del TUIR dice che il reddito si determina «apportando all'utile o alla perdita risultante dal conto economico» le variazioni in aumento o in diminuzione previste dalle regole fiscali.
Lo schema è questo:
Reddito d'impresa = Utile prima delle imposte + Variazioni in aumento − Variazioni in diminuzione
Le variazioni in aumento riguardano costi che il bilancio registra ma il fisco non riconosce, del tutto o in parte, e ricavi che il fisco tassa prima di quanto li registri il bilancio. Le variazioni in diminuzione fanno il contrario: ricavi che il fisco non tassa, o non tassa del tutto, e costi che riconosce in misura maggiore o in un anno diverso.
Per le società che applicano i principi contabili OIC, molte scelte del bilancio su quando e come registrare costi e ricavi valgono anche ai fini fiscali. Per questo un bilancio fatto bene è anche la base di una dichiarazione corretta.
Quali sono le variazioni più frequenti?
Alcuni esempi che si incontrano in quasi tutte le PMI, presi dal TUIR:
| Costo o ricavo | Regola fiscale | Effetto |
|---|---|---|
| Auto aziendali non usate esclusivamente come beni strumentali | deducibili al 20%, entro un tetto sul costo del veicolo (art. 164) | variazione in aumento |
| Telefonia | deducibile all'80% (art. 102) | variazione in aumento |
| Alberghi e ristoranti | deducibili al 75% (art. 109) | variazione in aumento |
| Ammortamenti oltre i coefficienti ministeriali | eccedenza non deducibile nell'anno (art. 102) | variazione in aumento |
| Interessi passivi netti oltre il 30% del risultato operativo lordo | eccedenza non deducibile nell'anno (art. 96) | variazione in aumento, riportabile |
| Dividendi ricevuti da una società | esclusi per il 95% (art. 89) | variazione in diminuzione |
Alcune variazioni sono definitive: quella parte di costo non sarà mai dedotta. Altre sono temporanee: il costo si deduce, ma in anni successivi. Gli interessi passivi oltre il limite, per esempio, si possono riportare agli anni seguenti.
Un esempio con i numeri
Prendiamo una SRL di esempio che chiude l'anno con un utile prima delle imposte di 180.000 €. Nel conto economico ci sono 12.000 € di costi di un'auto aziendale, 5.000 € di telefonia e 8.000 € di alberghi e ristoranti. Ha ammortizzato un macchinario per 3.000 € oltre il coefficiente ministeriale e ha incassato 10.000 € di dividendi da una partecipazione.
| Voce | Euro |
|---|---|
| Utile prima delle imposte | 180.000 |
| + Auto: 80% di 12.000 non deducibile | 9.600 |
| + Telefonia: 20% di 5.000 non deducibile | 1.000 |
| + Alberghi e ristoranti: 25% di 8.000 non deducibile | 2.000 |
| + Ammortamento oltre il coefficiente | 3.000 |
| − Dividendi: 95% di 10.000 escluso | 9.500 |
| Reddito d'impresa imponibile | 186.100 |
Su questo reddito la società paga l'IRES, l'imposta sul reddito delle società, con l'aliquota del 24% prevista dall'art. 77 del TUIR:
IRES = 186.100 × 24% = 44.664 €
Se avesse calcolato le imposte direttamente sull'utile, la società avrebbe stimato 43.200 €. La differenza qui è piccola, ma in aziende con molti costi auto, interessi alti o ammortamenti diversi da quelli fiscali può diventare importante. A questa cifra si aggiunge l'IRAP, che ha una base diversa: si calcola sul valore della produzione e non sull'utile. L'aliquota ordinaria è del 3,9%, ma le regioni possono variarla.
Chi paga le imposte sul reddito d'impresa?
Dipende dalla forma giuridica.
- SRL e SPA: il reddito d'impresa è tassato in capo alla società, con l'IRES. Gli utili distribuiti ai soci vengono poi tassati una seconda volta in capo a loro.
- Società di persone (SNC, SAS): la società determina il reddito, ma non paga l'imposta sul reddito. Il reddito viene attribuito ai soci in proporzione alle quote e ciascuno lo dichiara nella propria IRPEF, con le aliquote progressive.
- Ditte individuali: il reddito d'impresa entra nella dichiarazione IRPEF del titolare.
Le persone fisiche che esercitano un'impresa non pagano l'IRAP dal 2022. Chi ha ricavi fino a 85.000 € può accedere al regime forfettario, dove il reddito non si calcola sui costi reali ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività fissato per settore, con un'imposta sostitutiva del 15%. Sono regimi con regole proprie, da valutare con il commercialista.
Perché il reddito d'impresa interessa all'imprenditore?
Perché le imposte sono un'uscita di cassa, e spesso arrivano quando non te lo aspetti. Tre punti da tenere a mente.
Utile, reddito e cassa sono tre numeri diversi. L'utile dice quanto ha guadagnato l'azienda secondo il bilancio. Il reddito d'impresa dice su quanto paghi le imposte. La cassa dice quanti soldi hai davvero. Se ti serve un ripasso sul primo, c'è l'articolo sulla differenza tra fatturato e utile.
Le imposte si pagano anche in acconto. Oltre al saldo dell'anno chiuso, si versano acconti sull'anno in corso, calcolati di solito sulle imposte dell'anno prima. Un anno molto buono, seguito da uno più difficile, può creare un picco di uscite proprio quando la cassa è più stretta. Per questo le imposte vanno messe nel budget di cassa, mese per mese.
Le scelte di gestione hanno un effetto fiscale. Comprare o noleggiare un'auto, finanziarsi con debito o con capitale dei soci, quando fare un investimento: ognuna di queste decisioni cambia il reddito imponibile. Conviene valutarle prima, insieme al commercialista, e non scoprirle a giugno.
Cosa fare lunedì mattina?
- Prendi l'ultimo bilancio e segna l'utile prima delle imposte.
- Chiedi al commercialista il prospetto delle variazioni fiscali dell'ultima dichiarazione e guarda quali sono le voci più pesanti.
- Calcola quante imposte hai pagato in proporzione all'utile e confrontale con l'anno prima.
- Metti nel budget di cassa le date e gli importi di saldi e acconti per i prossimi 12 mesi.
Il commercialista determina il reddito e prepara la dichiarazione. Tu devi sapere quanto peserà sulla cassa e quali scelte lo cambiano. Servono entrambi.
Domande frequenti
Il reddito d'impresa è uguale all'utile di bilancio?
Quasi mai. Si parte dall'utile, ma le regole fiscali aggiungono costi non deducibili e tolgono ricavi non tassati. Il risultato può essere più alto o più basso dell'utile.
Che aliquota si paga sul reddito d'impresa?
Per SRL e SPA l'IRES al 24%, più l'IRAP calcolata su una base diversa. Per ditte individuali e soci di società di persone il reddito entra nell'IRPEF, con aliquote progressive.
Cosa sono le variazioni in aumento?
Sono le correzioni che alzano il reddito imponibile rispetto all'utile: costi registrati in bilancio che il fisco non riconosce in tutto o in parte, come una quota dei costi dell'auto o della telefonia.
Dove si vede il calcolo del reddito d'impresa?
Nella dichiarazione dei redditi, nel quadro dedicato al reddito d'impresa. Il commercialista può darti il prospetto con tutte le variazioni.
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