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Ratei e risconti: cosa sono e perché cambiano il tuo utile

Ratei e risconti attivi e passivi: cosa sono, dove li trovi nel bilancio, un esempio con i numeri e perché senza di loro l'utile dell'anno sarebbe sbagliato.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Ratei e risconti sono le voci che spostano costi e ricavi nell'anno a cui appartengono davvero, quando il pagamento o l'incasso cade a cavallo fra due anni. Il rateo riguarda qualcosa che pagherai o incasserai dopo, il risconto qualcosa che hai già pagato o incassato in anticipo.

Senza di loro l'utile di un anno dipenderebbe da quando arrivano le fatture e i bonifici, non da quanto l'azienda ha lavorato. Vediamo cosa sono, dove li trovi e perché ti riguardano anche se la contabilità la tiene qualcun altro.

Cosa sono i ratei e i risconti in parole semplici?

Partiamo da un caso che conosci. Il 1° ottobre paghi 12.000 € di assicurazione per i dodici mesi successivi. I soldi escono tutti quest'anno, ma la copertura serve per tre mesi di quest'anno e nove del prossimo. Se mettessi tutti i 12.000 € nei costi di quest'anno, l'utile sarebbe più basso del vero, e quello dell'anno prossimo più alto.

Il bilancio segue il principio di competenza, scritto nell'art. 2423-bis del codice civile: costi e ricavi si attribuiscono all'anno in cui maturano, indipendentemente da quando li paghi o li incassi. Ratei e risconti sono lo strumento che lo rende possibile per le spese e i ricavi che coprono un periodo di tempo.

Che differenza c'è tra ratei e risconti?

La distinzione la fa l'art. 2424-bis del codice civile. In pratica:

VoceCosa è successoEsempio
Rateo attivoricavo maturato quest'anno, lo incassi l'anno prossimointeressi su un deposito pagati alla scadenza, l'anno dopo
Rateo passivocosto maturato quest'anno, lo paghi l'anno prossimointeressi di un finanziamento con rata posticipata a febbraio
Risconto attivocosto pagato quest'anno, in parte è dell'anno prossimoassicurazione o canone annuale pagato in anticipo
Risconto passivoricavo incassato o fatturato quest'anno, in parte è dell'anno prossimocontratto di assistenza annuale fatturato in anticipo

Un modo per ricordarlo: rateo = dopo, il movimento di soldi deve ancora arrivare. Risconto = prima, il movimento c'è già stato e una parte va rimandata.

La stessa norma mette un limite: si usano solo per quote di costi e ricavi comuni a due o più esercizi, il cui importo varia in base al tempo. Una fattura da ricevere per merce già consegnata non è un rateo, è un debito verso il fornitore.

Dove si trovano nel bilancio?

Nello stato patrimoniale previsto dall'art. 2424 del codice civile:

  • ratei e risconti attivi sono l'ultima voce dell'attivo, la D
  • ratei e risconti passivi sono l'ultima voce del passivo, la E

Nel bilancio in forma abbreviata la legge permette di includerli nei crediti e nei debiti, quindi potresti non vederli come voce a sé. Sono spesso voci piccole e per questo nessuno le guarda. Ma se in un anno crescono molto, qualcosa è cambiato nei contratti o nel modo in cui si chiudono i conti. Se vuoi ripassare come è fatto il resto dello schema, lo trovi nella guida sullo stato patrimoniale.

Le regole di dettaglio sono nel principio contabile OIC 18, pubblicato dalla Fondazione OIC.

Un esempio con i numeri: quanto cambia l'utile?

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 2,4 milioni, installa e assiste impianti. A fine anno ha tre situazioni a cavallo.

  1. Assicurazione: 12.000 € pagati il 1° ottobre per dodici mesi. Di competenza di quest'anno: 3 mesi, cioè 3.000 €. Risconto attivo: 9.000 €.
  2. Contratti di assistenza: 24.000 € fatturati ai clienti il 1° settembre per dodici mesi. Di competenza di quest'anno: 4 mesi, cioè 8.000 €. Risconto passivo: 16.000 €.
  3. Interessi sul finanziamento: la rata del 1° marzo dell'anno prossimo paga 6.000 € di interessi per i sei mesi da settembre a febbraio. Di competenza di quest'anno: 4 mesi, cioè 4.000 €. Rateo passivo: 4.000 €.
VoceSe guardi solo i soldiPer competenzaDifferenza sull'utile
Ricavi da assistenza24.000 €8.000 €− 16.000 €
Costo assicurazione12.000 €3.000 €+ 9.000 €
Interessi passivi0 €4.000 €− 4.000 €
Totale− 11.000 €

Guardando solo fatture e bonifici, l'utile di quest'anno sembrerebbe più alto di 11.000 €. Quei 16.000 € di assistenza incassati in anticipo non sono guadagno: sono un lavoro che devi ancora fare, con i costi che porterà.

Perché dovrebbe interessare a un imprenditore?

Per tre motivi.

Il risconto passivo è un impegno, non un guadagno. Se vendi abbonamenti, contratti annuali o manutenzioni pagate in anticipo, una parte di quello che hai in banca è già promessa ai clienti. Chi la spende come se fosse utile si ritrova l'anno dopo a lavorare senza incassare.

Il conto economico del mese ha lo stesso problema. Se nel report mensile metti l'assicurazione tutta a ottobre, ottobre sembra un mese pessimo e gli altri undici migliori del vero. Nel controllo di gestione si ragiona come con i risconti: le spese annuali si spalmano sui mesi a cui servono. Lo stesso vale per tredicesima e quattordicesima.

Ti aiuta a leggere la differenza fra utile e cassa. Ratei e risconti sono uno dei motivi per cui l'utile di bilancio e il saldo del conto corrente non coincidono mai.

Come si lavora con i numeri chiusi ogni mese?

Ivano Zordan, titolare di Zordan Logistica Srl, leggeva solo il fatturato. Con il controller Danilo ha cominciato a chiudere i conti ogni mese, con dentro tutte le voci. Le sue parole: «Tu hai mensilmente questo controllo, mettiamo dentro tutto, ammortamenti, tutto. È un bilancio tipo finito mensile». In 8 mesi l'utile è passato da 158.094 € a 468.086 €. I numeri completi sono nel caso studio di Ivano.

Cosa fare lunedì mattina?

Fai l'elenco dei contratti che paghi o incassi una volta l'anno o a rate semestrali: assicurazioni, canoni, affitti, abbonamenti venduti, interessi. Per ognuno scrivi quanto vale al mese. È la base per un conto economico mensile che non salta su e giù senza motivo.

Domande frequenti

Il rateo è un costo o un ricavo?

Può essere l'uno o l'altro. Il rateo attivo è un ricavo maturato che incasserai dopo, il rateo passivo un costo maturato che pagherai dopo.

Il risconto attivo è un credito?

Non in senso stretto. Non hai diritto a ricevere soldi: hai già pagato un servizio che riceverai l'anno prossimo. Nel bilancio sta in una voce a parte, la D dell'attivo.

Le piccole aziende devono registrare ratei e risconti?

Le società che redigono il bilancio, anche in forma abbreviata, sì: il principio di competenza vale per tutte. Le regole per le contabilità semplificate sono diverse e conviene chiederle al commercialista.

Ratei e risconti spostano anche le tasse?

Sì, perché cambiano l'utile su cui si calcolano le imposte. Non le aumentano né le diminuiscono nel tempo: decidono in quale anno si pagano.


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