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Quanto guadagna un imprenditore e quanto dovrebbe guadagnare

Quanto guadagna un imprenditore in Italia: cosa dicono i dati del MEF, la differenza fra compenso, utile e dividendi e come calcolare il tuo guadagno vero.

di Redazione Imprenditore VeroL’imprenditore

Secondo le dichiarazioni dei redditi analizzate dal Ministero dell'Economia, chi ha un'impresa individuale in Italia dichiara in media 28.550€ l'anno di reddito d'impresa. Per il titolare di una PMI quel numero dice poco: il tuo guadagno vero è il compenso più l'utile che l'azienda può distribuirti senza indebolirsi, e si calcola sui tuoi numeri, non sulla media.

In questa guida vediamo da dove arriva la media nazionale e perché non ti riguarda, che differenza c'è fra compenso, utile e dividendi, come si fa il conto con un esempio su un'azienda da 1 milione di fatturato e quanto dovrebbe guadagnare un imprenditore che non vuole lavorare solo per pagare stipendi e fornitori.

Quanto guadagna in media un imprenditore in Italia?

Il dato ufficiale più recente è nell'analisi dei dati IRPEF per l'anno d'imposta 2024 del Dipartimento delle Finanze del MEF. Ecco i valori medi dichiarati:

Tipo di reddito (anno d'imposta 2024)Valore medio
Reddito d'impresa (contabilità ordinaria e semplificata)28.550€
Reddito da lavoro dipendente24.250€
Reddito complessivo di tutti i contribuenti25.820€

A prima vista l'imprenditore guadagna poco più di un dipendente. Prima di trarre conclusioni, leggi bene cosa c'è dentro quella cifra:

  • Sono solo persone fisiche, cioè ditte individuali. Lo stesso MEF scrive che si tratta di imprenditori individuali che, per buona parte, non hanno personale alle loro dipendenze.
  • Non ci sono i forfettari e non ci sono le perdite: entrano solo i redditi positivi o pari a zero.
  • Non ci sei tu, se hai una SRL. Il compenso che ti paghi come amministratore e i dividendi che ricevi come socio seguono altre strade e non finiscono in quella media.

La media nazionale, quindi, non risponde alla domanda che ti fai davvero: quanto guadagno io, con la mia azienda, e quanto potrei guadagnare. Per saperlo devi separare tre voci che spesso si confondono.

Compenso, utile e dividendi: che differenza c'è?

Sono tre modi diversi in cui i soldi dell'azienda arrivano a te. Si sommano, ma non sono la stessa cosa.

Il compenso è quello che la società ti paga per il lavoro che fai come amministratore. Per l'azienda è un costo, come lo stipendio di un dipendente: sta nel conto economico e abbassa l'utile. Per te è un reddito, sul quale paghi le tue imposte personali e i contributi. Arriva ogni mese, se l'azienda ha la cassa per pagarlo.

L'utile è quello che resta all'azienda dopo aver pagato tutti i costi, compreso il tuo compenso, e le imposte. Sull'utile la società paga l'IRES, che secondo l'Agenzia delle Entrate ha un'aliquota del 24% (per il solo 2025 è prevista una riduzione al 20%, a condizioni precise). Attenzione: l'utile è della società, non tuo. Diventa tuo solo quando viene distribuito.

I dividendi sono la parte dell'utile che i soci decidono di distribuirsi, di solito una volta l'anno dopo l'approvazione del bilancio. Per il socio persona fisica che non tiene le quote dentro un'attività d'impresa, la società applica una ritenuta del 26%, come ricorda l'Agenzia delle Entrate nella risposta n. 59 del 2025 citando l'articolo 27 del DPR 600/1973. Su 20.000€ di dividendi lordi, quindi, te ne arrivano 14.800€.

Cos'èQuando arrivaPer l'azienda
CompensoIl pagamento del tuo lavoroOgni meseUn costo
UtileQuello che resta dopo costi e imposteSi vede a fine annoResta in azienda
DividendoL'utile che i soci si distribuisconoDi solito una volta l'annoEsce dalla cassa

Se hai una ditta individuale il quadro cambia: non esiste un compenso in busta paga, quello che guadagni è l'utile della ditta, e i soldi che prelevi dal conto non sono un costo. Il principio però resta lo stesso: devi sapere quanto produce l'azienda prima di decidere quanto puoi prendere.

Quanta parte prendere come compenso e quanta come dividendo lo decidi con il commercialista, perché dipende dalla tua situazione personale e fiscale. A te serve sapere un'altra cosa: quanto l'azienda può permettersi di darti, ogni mese e a fine anno, senza restare senza fiato. È qui che servono i numeri di gestione, oltre a quelli fiscali. Servono entrambi.

Come si calcola il guadagno vero di un imprenditore?

Il conto si fa in due passaggi.

Guadagno del titolare = Compenso + Utile distribuibile

Utile distribuibile = Utile netto − Quello che serve all'azienda

«Quello che serve all'azienda» sono i soldi che l'utile deve coprire prima di finire nelle tue tasche:

  • Le rate dei finanziamenti, per la parte di capitale. Nel conto economico ci sono solo gli interessi, ma la rata intera esce dal conto corrente.
  • Gli investimenti già decisi, come un macchinario o un furgone da comprare l'anno prossimo.
  • Una scorta di cassa per i mesi in cui i clienti pagano tardi.

Se distribuisci tutto l'utile e poi devi chiedere un fido per pagare la rata del leasing, non hai guadagnato di più: hai solo spostato il problema di qualche mese.

Per fare questo conto con fiducia ti servono numeri aggiornati ogni mese, non solo il bilancio di fine anno. È il lavoro del controllo di gestione in una PMI: sapere a che punto sei mentre l'anno è ancora in corso.

Con 1 milione di fatturato quanto guadagna un imprenditore?

Dipende dal margine, non dal fatturato. Prendiamo come esempio due aziende inventate, entrambe da 1 milione di euro. Hanno gli stessi costi fissi e lo stesso compenso per il titolare. Cambia solo il peso dei costi variabili, cioè materiali, lavorazioni esterne e provvigioni.

Esempio (valori in euro)Azienda AAzienda B
Fatturato1.000.0001.000.000
Costi variabili550.000610.000
Margine di contribuzione450.000390.000
Costi fissi (senza il titolare)300.000300.000
Compenso del titolare60.00060.000
EBITDA90.00030.000
Ammortamenti e interessi20.00020.000
Utile prima delle imposte70.00010.000
Imposte (ipotesi dell'esempio)20.0003.000
Utile netto50.0007.000
Rate e investimenti già decisi30.00030.000
Utile distribuibile20.0000
Guadagno lordo del titolare80.00060.000

Nell'azienda A il titolare porta a casa 80.000€ lordi: 60.000€ di compenso e 20.000€ di dividendi. Fanno circa 6.700€ lordi al mese, ma ricorda che il dividendo arriva in un'unica volta e che su compenso e dividendi ci sono ancora le imposte personali.

Nell'azienda B il titolare si paga lo stesso compenso, ma l'utile non basta a coprire rate e investimenti: mancano 23.000€. Quei soldi andranno trovati in banca o rimandando qualcosa. Il compenso di oggi, in pratica, lo sta pagando l'azienda di domani.

Sei punti di costi variabili in più bastano a cambiare la vita di chi guida l'azienda. Il fatturato dice quanto lavori, il margine dice quanto guadagni.

Quanto dovrebbe guadagnare un imprenditore?

Non esiste una cifra giusta per tutti. Esistono però tre prove che puoi fare sulla tua azienda.

La prova del manager. Il tuo compenso deve valere almeno quanto pagheresti una persona capace per fare il tuo lavoro. Se l'azienda non riesce a pagarlo, non sta producendo profitto: ti sta comprando un posto di lavoro, spesso peggio pagato di quello dei tuoi dipendenti.

È la situazione da cui è partito Giuliano Irrati, titolare di Kepler SRL, che sviluppa software per yacht: «Noi facevamo tutto in prima persona, ore e ore di lavoro per ricavarci uno stipendio equivalente a un qualsiasi dipendente». In 12 mesi di controllo di gestione il fatturato è passato da 132.000€ a 525.000€, l'utile da 1.668€ a 69.000€ e il suo compenso da 60.000€ a 135.000€. La storia completa è nel caso studio +75.000€ di compenso in 12 mesi.

La prova del capitale. Oltre al lavoro, nell'azienda ci hai messo soldi, garanzie personali firmate in banca, anni di rischio. L'utile distribuibile è la paga di quel rischio. Se per anni resta a zero, stai rischiando gratis.

La prova della vita. Dividi il tuo guadagno lordo per le ore che lavori davvero. Il titolare dell'azienda A dell'esempio, con 80.000€ e 60 ore a settimana per 46 settimane, guadagna circa 29€ lordi l'ora. Se per arrivarci rinuncia a sabati, domeniche e famiglia, il conto non torna.

Sulla homepage di Imprenditore Vero c'è una frase che riassume questa prova: «L'imprenditore vero costruisce ricchezza con la sua azienda, per sé e per la sua famiglia, senza sacrificare la propria vita». Mirco Gasparotto la applica a se stesso: da anni ha delegato l'operatività e va in azienda un giorno a settimana.

Perché tanti imprenditori guadagnano meno dei loro dipendenti?

Succede più spesso di quanto si pensi, e quasi mai per mancanza di lavoro. Le cause che vediamo più di frequente sono queste:

  • Prezzi fatti a sentimento, senza conoscere il costo pieno di un prodotto o di un'ora di lavoro.
  • Un'attività in perdita che si mangia le altre, nascosta dentro un fatturato che cresce.
  • Nessun compenso fisso. Il titolare preleva quando c'è cassa e non sa mai quanto ha guadagnato davvero.
  • Numeri visti una volta l'anno, quando il bilancio è chiuso e non si può più cambiare niente.

Andrea Strollo, titolare di Protezione Ferro Srls (zincatura a caldo e verniciatura dei metalli), racconta: «Lavoravamo dalla mattina alla notte, sabati e domeniche comprese, però a fine mese rientrava a malapena uno stipendio». Il suo compenso era di 11.100€ l'anno. Analizzando i margini delle singole attività è emerso che la verniciatura aveva margini nulli e drenava liquidità. Eliminata quella, in 12 mesi il compenso è salito a 51.250€ e l'EBITDA è più che raddoppiato: compenso x4 e EBITDA raddoppiato in 12 mesi.

Anche Nico Brizzi, titolare di NBC Srl (ristorazione con format proprio), partiva da qui: «Se avessi dovuto rispondere alla domanda 'quanto guadagni tu all'anno', io non lo sapevo». Con il controller Francesco Boccardo ha ridefinito il piano dei conti, costruito un budget annuale e avviato un monitoraggio mensile dei numeri. In 14 mesi, con il fatturato cresciuto del 3%, l'utile è passato da 2.605€ a 122.831€ e il suo compenso da 25.000€ a 120.000€. Ma la frase che conta di più è un'altra: «Il primo salto che ha un valore immisurabile è quello della serenità imprenditoriale». La storia è nel caso da 2.600€ a 122.000€ di utile in 14 mesi.

Cosa puoi fare lunedì mattina per sapere quanto guadagni?

Non ti serve un software per cominciare. Ti servono un'ora, l'ultimo bilancio e un foglio.

  1. Scrivi il tuo compenso lordo dell'ultimo anno. Se non hai un compenso fisso, somma quello che hai prelevato.
  2. Calcola il margine di contribuzione: fatturato meno costi variabili. Se non sai quali costi sono variabili, è già un'informazione utile.
  3. Chiedi al commercialista l'utile netto e la quota capitale delle rate pagate nell'anno.
  4. Fai il conto del guadagno vero: compenso più utile distribuibile, come nella tabella dell'esempio.
  5. Dividilo per le ore che lavori. Confronta il risultato con quello che paghi alla persona più qualificata della tua azienda.
  6. Fissa un compenso mensile che l'azienda può sostenere e controlla ogni mese che i numeri lo confermino.

Se dopo questo esercizio il numero ti sembra basso, non sei solo. Ma adesso sai da dove partire.

Domande frequenti

Quanto guadagna un imprenditore al mese?

Non c'è una cifra valida per tutti. Per chi ha una ditta individuale il MEF indica un reddito d'impresa medio di 28.550€ l'anno, circa 2.400€ al mese lordi. Per il titolare di una SRL il guadagno è il compenso mensile più i dividendi annuali, e dipende dal margine dell'azienda.

Lo stipendio dell'imprenditore è un costo per l'azienda?

In una SRL sì: il compenso dell'amministratore è un costo e abbassa l'utile. In una ditta individuale no: quello che il titolare preleva non è un costo, il suo guadagno è l'utile della ditta.

Meglio prendere un compenso o i dividendi?

Dipende dalla tua situazione fiscale e previdenziale, e va deciso con il commercialista. Dal punto di vista della gestione conta che l'azienda generi abbastanza margine per pagarti entrambi senza intaccare la cassa che le serve.

Con 1 milione di fatturato un imprenditore è ricco?

Non necessariamente. Nell'esempio di questa guida due aziende con lo stesso milione di fatturato lasciano al titolare 80.000€ e 60.000€ lordi, e la seconda deve trovare 23.000€ in banca. Quello che conta è il margine, non il fatturato.

Ogni quanto devo controllare quanto guadagno?

Ogni mese. Il bilancio arriva quando l'anno è finito e non si può più correggere niente. Un controllo mensile ti dice in tempo se il compenso che ti stai pagando è sostenibile.

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