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Punto di pareggio: da che giorno del mese lavori per te

Punto di pareggio (break even point): cos'è, la formula per calcolarlo in fatturato, un esempio con i numeri e da che giorno del mese lavori per te.

di Redazione Imprenditore VeroMargini e profitti

Il punto di pareggio è il fatturato che serve per pagare tutti i costi dell'azienda, senza guadagnare né perdere. Si calcola dividendo i costi fissi per il primo margine in percentuale, e se lo metti sul calendario ti dice da che giorno del mese cominci a lavorare per te.

Vediamo cosa significa, come si calcola, come si legge sul calendario e sul grafico e come si abbassa, con un esempio su un'azienda da 850.000 € di fatturato.

Cos'è il punto di pareggio?

Ogni azienda ha due tipi di costi.

  • Costi variabili: crescono e calano con le vendite. Merci, materie prime, lavorazioni esterne, provvigioni. Se non vendi nulla, non li paghi.
  • Costi fissi: li paghi anche se non vendi nulla. Stipendi, affitto, utenze, assicurazioni, consulenze, il compenso del titolare.

Ogni vendita lascia qualcosa dopo i costi variabili. Quello che resta è il primo margine e serve a pagare i costi fissi. Il punto di pareggio è il livello di fatturato a cui la somma di tutti i primi margini copre esattamente i costi fissi. Sotto quel livello l'azienda perde. Sopra, ogni euro di primo margine è guadagno.

Il significato pratico è semplice: è l'asticella che l'azienda deve superare ogni anno prima di guadagnare un euro. Il punto di pareggio è uno dei cinque numeri da guardare ogni mese, come spieghiamo nella guida al controllo di gestione per PMI.

Break even point: cosa significa?

È lo stesso concetto, in inglese. «Break even» vuol dire chiudere in pari. Nei libri di economia trovi anche «analisi del break even» o «punto di equilibrio»: indicano tutti il punto in cui ricavi e costi totali si equivalgono.

Come si calcola il punto di pareggio?

La formula del punto di pareggio in fatturato è questa:

Punto di pareggio = Costi fissi ÷ Primo margine %

dove

Primo margine % = (Ricavi − Costi variabili) ÷ Ricavi

Il primo margine in percentuale dice quanto resta su ogni 100 € venduti. Se resta 42 €, il primo margine è il 42%. Come si calcola e come si alza lo trovi nella guida su margini: come calcolarli e aumentarli.

Se vendi un solo prodotto, puoi calcolare il punto di pareggio anche in pezzi:

Punto di pareggio in quantità = Costi fissi ÷ (Prezzo unitario − Costo variabile unitario)

Prendiamo un prodotto venduto a 50 € che costa 30 € di materiali e lavorazioni. Su ogni pezzo restano 20 €. Con 310.000 € di costi fissi servono 310.000 ÷ 20 = 15.500 pezzi l'anno, cioè 775.000 € di fatturato, per arrivare in pari. Quasi tutte le PMI vendono più prodotti o servizi con margini diversi, per questo la versione in fatturato è quella che si usa di più.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio con questi numeri annui:

VoceEuro l'anno
Fatturato850.000
Costi variabili493.000
Primo margine357.000 (42%)
Costi fissi310.000
Margine che resta prima delle tasse47.000

Il calcolo:

Punto di pareggio = 310.000 ÷ 0,42 = 738.095 €

L'azienda deve fatturare circa 738.000 € l'anno solo per pagare i costi. Fattura 850.000 €, quindi ha un margine di sicurezza di circa 112.000 €: se le vendite calassero più di così, andrebbe in perdita.

Da che giorno del mese lavori per te?

Qui il punto di pareggio diventa concreto. Dividi il punto di pareggio per il fatturato e moltiplica per i giorni del mese:

Giorno di pareggio = Punto di pareggio ÷ Fatturato × 30

Nell'esempio: 738.095 ÷ 850.000 × 30 = 26,05, che arrotondato per eccesso fa 27. Vuol dire che fino al giorno 27 del mese l'azienda lavora per pagare i costi. Solo gli ultimi 3 giorni sono del titolare.

È lo stesso calcolo che fa il cruscotto in home page di questo sito: muovi fatturato, costi fissi e primo margine e il mese si divide in due, i giorni che servono a pagare i costi e quelli che restano a te. È un calcolo semplificato, che immagina vendite distribuite in modo uguale su tutti i giorni, ma rende l'idea meglio di qualsiasi percentuale.

Lo stesso ragionamento vale sull'anno. Con i numeri dell'esempio: 738.095 ÷ 850.000 × 365 = circa 317 giorni. L'azienda arriva al pareggio intorno al 13 novembre e guadagna solo nelle ultime sette settimane dell'anno. Se le vendite sono stagionali, la data reale si ricava dai fatturati mese per mese, che il controllo di gestione tiene aggiornati.

Come si legge il grafico del break even?

Il grafico del break even point ha il fatturato sull'asse orizzontale e gli euro su quello verticale, con due linee:

  • la linea dei ricavi, che parte da zero e sale con le vendite
  • la linea dei costi totali, che parte già in alto, all'altezza dei costi fissi, e sale più piano, perché a ogni vendita si aggiungono solo i costi variabili

Il punto in cui le due linee si incrociano è il punto di pareggio. A sinistra dell'incrocio c'è l'area della perdita, a destra quella del guadagno. Ecco gli stessi numeri in tabella, a diversi livelli di fatturato:

FatturatoPrimo margine (42%)Costi fissiRisultatoGiorno di pareggio
600.000252.000310.000−58.000non arriva
738.095310.000310.000030
850.000357.000310.000+47.00027
1.000.000420.000310.000+110.00023

Come si calcola in Excel?

Bastano sei celle. In colonna A scrivi le etichette, in colonna B i numeri e le formule:

AB
1Fatturato annuo850000
2Costi variabili annui493000
3Costi fissi annui310000
4Primo margine %=(B1-B2)/B1
5Punto di pareggio=B3/B4
6Giorno del mese=B5/B1*30

Il giorno del mese va arrotondato per eccesso: 26,05 diventa 27. Se in B7 scrivi =B5/B1*365 ottieni il giorno dell'anno.

Per il grafico, prepara una colonna con alcuni livelli di fatturato (per esempio da 0 a 1.000.000 a passi di 100.000), una colonna con i ricavi e una con i costi totali, cioè costi fissi più il 58% del fatturato. Un grafico a linee su queste due colonne mostra l'incrocio.

Come si abbassa il punto di pareggio?

Le leve sono tre. Ecco cosa succede all'azienda dell'esempio se ne muove una alla volta:

LevaPunto di pareggioGiorno del meseMargine che resta
Situazione di partenza738.0952747.000
Primo margine dal 42% al 45%688.8892572.500
Costi fissi da 310.000 a 290.000690.4762567.000
Fatturato +10%, stessi costi fissi738.0952482.700

In questo esempio tre punti di primo margine valgono più di 20.000 € di costi fissi tagliati. E vendere di più sposta il giorno, ma non il punto di pareggio: se per vendere il 10% in più servono un venditore o un magazzino in più, i costi fissi salgono e il vantaggio si riduce.

Per questo il primo margine è la leva da guardare per prima. Lo mostra il caso di Daniele Ricceri, titolare di MAD Energia Srl (impianti di illuminazione, fotovoltaico ed efficientamento energetico). Il controller Domenico Magnifico lo spiega così: «Non siamo andati tanto ad aumentare il fatturato, ma quello che è diminuito sono i costi variabili: siamo riusciti a diminuirli di oltre il 15%». In 12 mesi, con il fatturato passato da 2.350.000 a 2.400.000 €, l'azienda ha raggiunto il punto di pareggio a luglio invece che a dicembre, 5 mesi prima. Tutti i numeri sono nel caso studio di Daniele.

Da pareggio a +203.000 €: il caso di Antonio

ECO3 Energy Solution Srl, l'azienda di impiantistica di Antonio Alfonso Marinaro e del socio Giancarlo, era cresciuta in fretta, da 3 a oltre 50 persone in tre anni. Nel 2024 fatturava 2.510.079 € con un EBITDA di 1.436 €. Il controller Francesco Boccardo lo spiega così: «Punto di pareggio 1° gennaio significa che gestionalmente sono andati in perdita».

Il lavoro è partito dalla riclassificazione del conto economico, poi l'analisi dei costi riga per riga, il budget del secondo semestre e il controllo mensile degli scostamenti. In 6 mesi il fatturato è arrivato a 3.300.000 €, l'EBITDA a 203.175 € e il punto di pareggio al 4 dicembre. «Dal 4 dicembre in poi tutti i ricavi hanno generato utile», spiega Francesco. La storia completa è nel caso studio di Antonio.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi l'ultimo bilancio e dividi i costi in variabili e fissi. Calcola il primo margine in percentuale, poi il punto di pareggio e il giorno del mese. Se il giorno è oltre il 25, ogni scelta sui prezzi e sui costi fissi pesa molto sul tuo guadagno, e conviene rifare il conto ogni mese.

Domande frequenti

Qual è la formula del punto di pareggio?

Punto di pareggio = Costi fissi ÷ Primo margine %. Il primo margine in percentuale è (Ricavi − Costi variabili) ÷ Ricavi.

Che differenza c'è tra punto di pareggio e break even point?

Nessuna. Break even point è il nome inglese dello stesso concetto: il fatturato a cui ricavi e costi totali si equivalgono.

Il compenso del titolare va nei costi fissi?

Sì, per calcolare il pareggio. In una SRL il compenso dell'amministratore è un costo, come uno stipendio. Se lo lasci fuori perché ti paghi con quello che avanza, il punto di pareggio sembra più basso di quello che è.

Ogni quanto va ricalcolato il punto di pareggio?

Ogni mese, con i numeri aggiornati. Basta un aumento del fornitore o un'assunzione per spostarlo, e accorgersene a fine anno è tardi.

Un punto di pareggio alto è sempre un problema?

Dipende da quanto sei sopra. Un'azienda che arriva al pareggio a fine novembre ha poco spazio: un calo delle vendite del 10% la porta in perdita. Più il pareggio arriva presto, più l'azienda regge gli imprevisti.


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