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Metodo patrimoniale: come si valuta un'azienda con il NAV

Metodo patrimoniale di valutazione d'azienda: cos'è il NAV, quali rettifiche si fanno al patrimonio netto, quando si usa e quali limiti ha. Con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroTasse e patrimonio

Il metodo patrimoniale valuta un'azienda in base al valore di quello che possiede: si prendono attività e passività del bilancio, si riportano ai valori di oggi e la differenza è il NAV, il net asset value, cioè il patrimonio netto rettificato. Dice quanto vale il patrimonio dell'azienda, non quanto guadagnerà in futuro.

È un metodo intuitivo, e ha limiti evidenti. Vediamo come si calcola, quali rettifiche servono, quando ha senso usarlo e perché, da solo, raramente basta a dare un prezzo a una PMI che lavora e produce utili.

Cos'è il metodo patrimoniale?

È uno dei metodi con cui periti, commercialisti e advisor stimano il valore di un'azienda. Gli altri principali guardano ai redditi futuri, ai flussi di cassa o ai prezzi pagati per aziende simili. Il metodo patrimoniale guarda invece allo stato patrimoniale.

Il punto di partenza è il patrimonio netto contabile, quello scritto in bilancio: capitale sociale, riserve, utili non distribuiti. Il bilancio però registra quasi tutto al costo storico, meno gli ammortamenti. Un capannone comprato vent'anni fa può valere sul mercato molto più del suo valore contabile. Un magazzino pieno di articoli fuori produzione può valere molto meno. Il metodo patrimoniale corregge queste differenze, voce per voce.

Cosa vuol dire NAV?

NAV sta per net asset value, valore netto delle attività. La formula in testo semplice:

NAV = Attività a valori correnti − Passività a valori correnti

oppure, partendo dal bilancio:

NAV = Patrimonio netto contabile + Plusvalori − Minusvalori − Imposte latenti sui plusvalori netti

Le imposte latenti servono perché un plusvalore che oggi è solo sulla carta, se realizzato, verrebbe tassato. Chi compra ne tiene conto, e quindi lo sconta dal prezzo.

Quali rettifiche si fanno al patrimonio netto?

Le voci che si guardano più spesso sono queste:

  • immobili: si confronta il valore contabile con una stima di mercato fatta da un perito
  • impianti e macchinari: valore di mercato o costo per sostituirli tenendo conto dell'età
  • magazzino: si svalutano gli articoli obsoleti, danneggiati o a lenta rotazione
  • crediti verso clienti: si tolgono quelli che con ogni probabilità non verranno incassati
  • partecipazioni: si valutano le società controllate o collegate al loro valore reale
  • fondi e passività: si verifica che TFR, fondi rischi e debiti siano completi
  • passività potenziali: cause in corso, garanzie date, contestazioni fiscali aperte

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio con un patrimonio netto contabile di 1.000.000 €. Il perito fa queste rettifiche:

VoceValore contabileValore correnteRettifica
Capannone600.0001.100.000+500.000
Macchinari300.000340.000+40.000
Magazzino450.000330.000−120.000
Crediti verso clienti800.000740.000−60.000
Causa con un ex fornitore030.000−30.000
Rettifiche nette+330.000

Sui 330.000 € di rettifiche nette il perito calcola le imposte latenti. Nell'esempio, per semplicità, usiamo solo l'aliquota ordinaria IRES del 24%: 330.000 × 24% = 79.200 €.

NAV = 1.000.000 + 330.000 − 79.200 = 1.250.800 €

Il patrimonio dell'azienda, a valori correnti, vale circa 1,25 milioni. Il bilancio diceva un milione. Il capannone spiega quasi tutta la differenza, mentre magazzino e crediti la riducono.

Che differenza c'è tra metodo patrimoniale semplice e complesso?

Il metodo patrimoniale semplice rettifica solo le voci che ci sono già nel bilancio, come nell'esempio.

Il metodo patrimoniale complesso aggiunge i beni immateriali che il bilancio non mostra o mostra solo in parte: un marchio conosciuto, brevetti, un portafoglio clienti stabile, contratti pluriennali, il know-how tecnico. Ognuno va stimato a parte, con criteri propri. È più completo, ma ogni stima in più è un'ipotesi in più da difendere.

Nessuna delle due versioni comprende l'avviamento, cioè il valore che deriva dalla capacità dell'azienda di guadagnare più della media. Per includerlo si usa il metodo misto patrimoniale e reddituale, che parte dal NAV e aggiunge un valore legato agli utili attesi.

Quando si usa il metodo patrimoniale?

È adatto quando il valore dell'azienda sta soprattutto nei beni che possiede:

  • società immobiliari e holding che detengono partecipazioni
  • aziende in liquidazione o che chiudono un ramo di attività
  • aziende in perdita da anni, per le quali i metodi basati sugli utili danno valori molto bassi
  • conferimenti di beni in società: per una SRL l'articolo 2465 del codice civile chiede la relazione giurata di un revisore legale o di una società di revisione, che stima il valore dei beni conferiti

In una trattativa di vendita, inoltre, il NAV fa spesso da pavimento: difficilmente un venditore accetta meno di quanto valgono i suoi beni.

Quali sono i limiti del metodo patrimoniale?

Il limite principale è che ignora la capacità di produrre utili. Due aziende con lo stesso NAV possono valere cifre molto diverse.

Prendiamo una seconda azienda di esempio, di servizi: ha pochi beni, un patrimonio netto rettificato di 200.000 € e produce ogni anno 400.000 € di EBITDA. Con il metodo patrimoniale varrebbe 200.000 €. Nessun imprenditore la venderebbe a quel prezzo, e nessun compratore serio si aspetterebbe di pagarla così poco. Per aziende come questa si usano metodi basati su redditi, flussi di cassa o multipli, e il NAV resta un dato di confronto.

C'è anche un limite pratico: le rettifiche dipendono da stime. Un perito prudente e uno ottimista possono arrivare a NAV diversi sugli stessi beni. Per questo conta molto la qualità dei dati che l'azienda mette a disposizione.

Cosa c'entra con la gestione di tutti i giorni?

Più di quanto sembri. Le rettifiche del metodo patrimoniale colpiscono quasi sempre le stesse voci: magazzino che non gira, crediti che nessuno sollecita, beni iscritti in bilancio che non esistono più. Sono problemi che il controllo di gestione fa emergere ogni mese, non solo il giorno della perizia.

Lo racconta un'imprenditrice del settore automotive, alla guida di un'azienda svizzera di ricambi per carrozzerie con un fatturato oltre 8.000.000 €. Aveva ricevuto offerte di partecipazione che non la convincevano: «Avevamo forte la numerica ma non avevamo processi, mansionari». Con il controllo di gestione e il percorso Inner Circle l'azienda è stata strutturata in 6 mesi, e la vendita si è chiusa con soddisfazione nell'arco di 12 mesi. «Non era solo il numero l'importante. Era far percepire che c'era una struttura vera e propria.» La storia è nel caso studio.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi l'ultimo bilancio e fai una prima stima del tuo NAV, voce per voce. Quanto varrebbero oggi i tuoi immobili? Quanta parte del magazzino è ferma da più di un anno? Quali crediti sono scaduti da più di sei mesi? Non serve precisione: serve capire se il patrimonio scritto in bilancio è più alto o più basso di quello vero. Poi parlane con il tuo commercialista, che è la persona giusta per le valutazioni ufficiali.

Domande frequenti

Il NAV è il valore dell'azienda?

È il valore del suo patrimonio a prezzi correnti. Per un'azienda che produce utili, il valore di mercato di solito è più alto, perché comprende anche l'avviamento.

Chi calcola il valore patrimoniale di un'azienda?

Per uso interno puoi fare una stima con il tuo controller o il commercialista. Per vendite, conferimenti o operazioni straordinarie serve un professionista indipendente, e in alcuni casi la legge richiede una relazione giurata.

Si può usare il metodo patrimoniale per un'azienda di servizi?

Si può, ma dice poco. Un'azienda di servizi ha pochi beni e il suo valore sta nei clienti, nelle persone e nella capacità di fare utili. Il NAV va affiancato a metodi basati sui redditi.

Le imposte latenti vanno sempre tolte?

Nella prassi si tengono in considerazione, perché un plusvalore realizzato verrebbe tassato. La misura dipende dall'operazione e dal regime fiscale: è un tema da valutare con il commercialista.


Il valore di un'azienda si costruisce anni prima della vendita, con numeri ordinati e letti ogni mese. Con il controllo di gestione chiavi in mano un controller formato sul metodo costruisce il controllo di gestione della tua azienda e ogni mese lo legge con te.