Metodo misto: come si usa per valutare un'azienda e quando
Metodo misto di valutazione d'azienda: la formula patrimonio più avviamento, come si calcola il sovrareddito, un esempio con i numeri e quando si usa.
di Redazione Imprenditore VeroTasse e patrimonio
Il metodo misto valuta un'azienda partendo da quanto valgono oggi i suoi beni, meno i debiti, e aggiungendo un valore per la sua capacità di guadagnare più del normale. In pratica: patrimonio più avviamento. Si usa quando un'azienda ha beni importanti ma anche un reddito che conta, cioè nella maggior parte delle PMI manifatturiere e commerciali.
Vediamo la formula, come si calcolano i due pezzi, un esempio con i numeri e cosa può fare l'imprenditore per non trovarsi sorprese il giorno della perizia.
Cos'è il metodo misto?
Chi valuta un'azienda ha due strade di base. Il metodo patrimoniale guarda a cosa c'è: macchinari, immobili, magazzino, crediti, meno i debiti. Il metodo reddituale guarda a cosa produce: il reddito che l'azienda genererà negli anni.
Il primo è solido ma ignora la capacità di guadagnare. Due aziende con lo stesso capannone e gli stessi macchinari varrebbero uguale anche se una guadagna e l'altra perde. Il secondo coglie il reddito ma si basa molto su stime e trascura i beni.
Il metodo misto prende il meglio dei due: parte dal patrimonio, che è verificabile, e aggiunge o toglie un importo legato al reddito. Se l'azienda guadagna più di quanto ci si aspetterebbe dai suoi beni, quel di più vale qualcosa ed è l'avviamento. Se guadagna meno, il valore scende sotto il patrimonio.
Qual è la formula del metodo misto?
La versione più usata in Italia è quella con stima autonoma dell'avviamento, nota anche come metodo UEC dal nome dell'Unione Europea degli Esperti Contabili che l'ha proposta. La formula è:
Valore = K + a(n, i') × (R − i × K)
dove:
- K è il patrimonio netto rettificato, cioè il patrimonio netto di bilancio con i beni portati a valori correnti
- R è il reddito medio normale atteso
- i è il rendimento normale che ci si aspetta da un capitale come K investito in un'attività di quel settore
- R − i × K è il sovrareddito: quanto l'azienda guadagna in più rispetto al normale
- a(n, i') è il fattore che riporta a oggi il sovrareddito per n anni, con un tasso i'
Il fattore si calcola così:
a(n, i') = [1 − (1 + i')^−n] ÷ i'
La durata n è limitata: nella prassi tradizionale si usano da tre a cinque anni, mentre i Principi Italiani di Valutazione indicano di solito fra 5 e 10 anni. È limitata perché un sovrareddito tende a ridursi col tempo: i concorrenti copiano, i clienti cambiano, il vantaggio si consuma.
Come si calcola il patrimonio netto rettificato?
Si parte dal patrimonio netto del bilancio, la lettera A del passivo, e si correggono le voci che in bilancio non sono al loro valore vero. Cos'è e come si legge il patrimonio netto lo spieghiamo nell'articolo dedicato al patrimonio netto. Le rettifiche più frequenti sono queste.
- Immobili: in bilancio stanno al costo meno gli ammortamenti, sul mercato possono valere molto di più. Si porta la differenza, al netto delle imposte che si pagherebbero se emergesse.
- Magazzino: merce ferma da anni o fuori produzione va svalutata.
- Crediti: quelli che non verranno incassati vanno tolti.
- Debiti nascosti: cause in corso, garanzie date, imposte arretrate.
Non si aggiunge invece l'avviamento già scritto in bilancio, perché è proprio quello che il metodo stima a parte. Sull'avviamento abbiamo scritto un articolo a sé, l'avviamento.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che produce imballaggi e fattura 6 milioni. I dati di partenza:
| Voce | Euro |
|---|---|
| Patrimonio netto di bilancio | 1.300.000 |
| Plusvalore del capannone, al netto delle imposte | 300.000 |
| Svalutazione del magazzino obsoleto | −80.000 |
| Crediti inesigibili | −20.000 |
| Patrimonio netto rettificato (K) | 1.500.000 |
| Reddito medio normale (R) | 260.000 |
Il valutatore sceglie un rendimento normale i dell'8%, un tasso i' del 12% e una durata di 5 anni.
Il calcolo:
- Reddito normale del patrimonio: 0,08 × 1.500.000 = 120.000 €
- Sovrareddito: 260.000 − 120.000 = 140.000 €
- Fattore a(5, 12%): [1 − 1,12^−5] ÷ 0,12 = circa 3,605
- Avviamento: 140.000 × 3,605 = circa 504.700 €
- Valore dell'azienda: 1.500.000 + 504.700 = circa 2.004.700 €
Se la stessa azienda avesse un reddito normale di 90.000 €, il sovrareddito sarebbe negativo: 90.000 − 120.000 = −30.000 €. Moltiplicato per 3,605 dà circa −108.000 € di avviamento negativo, a volte chiamato badwill. Il valore scenderebbe a circa 1.392.000 €, meno del patrimonio. È il modo in cui il metodo dice: questi beni, usati così, rendono meno di quanto dovrebbero.
Esistono altre versioni del metodo misto?
Sì. La più semplice è il metodo della media, che fa la media tra valore patrimoniale e valore reddituale:
Valore = (K + R ÷ i) ÷ 2
Con i numeri dell'esempio e un tasso di capitalizzazione del 12%: R ÷ i = 260.000 ÷ 0,12 = circa 2.166.700 €. La media con 1.500.000 dà circa 1.833.300 €. È rapida, ma tratta il reddito come se durasse per sempre e per questo è meno usata nelle perizie.
Quando si usa il metodo misto?
Si sceglie quando nessuno dei due elementi si può ignorare. Casi tipici:
- aziende manifatturiere con impianti e immobili di valore e un reddito stabile
- passaggi generazionali, dove serve un valore difendibile davanti a fratelli e soci
- ingresso o uscita di un socio, quando bisogna trovare un prezzo equo per le quote
- trattative con un compratore, come base di partenza
Per un'azienda di servizi con pochi beni il metodo misto dà quasi sempre un risultato dominato dall'avviamento, e si preferisce il metodo reddituale o quello finanziario.
Cosa può fare l'imprenditore prima di una valutazione?
Lavorare sui due pezzi della formula, con anticipo.
- Sul patrimonio: svalutare per tempo il magazzino morto, chiudere i crediti che non verranno mai incassati, sapere quanto vale davvero l'immobile.
- Sul reddito: tenere separati i costi personali da quelli aziendali, mettere in bilancio un compenso del titolare coerente con il lavoro che fa, ridurre i ricavi una tantum che il valutatore toglierà comunque.
Un reddito normale più alto pesa due volte: alza il sovrareddito e quindi l'avviamento. Per questo il lavoro sui margini e sui costi fissi fatto negli anni precedenti è quello che sposta di più il valore. La valutazione vera, con i suoi effetti fiscali, la fanno un perito e il commercialista. Il controllo di gestione serve a portare a quel tavolo numeri ordinati e credibili.
Domande frequenti
Perché si usano due tassi diversi, i e i'?
Il tasso i misura il rendimento normale di un capitale investito in quel settore. Il tasso i' serve ad attualizzare il sovrareddito. È vicino al rendimento normale: di solito un po' più alto quando c'è un sovrareddito, perché è più incerto, e un po' più basso quando il reddito è sotto il normale.
Per quanti anni si calcola l'avviamento?
Nella prassi tradizionale si usano da tre a cinque anni, mentre i Principi Italiani di Valutazione indicano di solito fra 5 e 10 anni. La scelta dipende da quanto è difendibile il vantaggio dell'azienda: un marchio forte dura più di un contratto con un singolo cliente.
Il metodo misto è obbligatorio per legge?
In generale no. Il codice civile non impone un metodo specifico per la valutazione d'azienda. Il perito sceglie quello più adatto e lo motiva nella relazione.
Il valore del metodo misto è il prezzo di vendita?
No. È una stima tecnica. Il prezzo lo fanno la trattativa, le condizioni di pagamento e quanto il compratore ha bisogno proprio di quell'azienda.
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