Webinar gratuito del 23 novembre: Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come calcolare i 5 indicatori da cui dipende il 100% dei guadagni di un’azienda. Iscriviti gratis

Direttore generale: chi è e cosa fa in un'azienda familiare

Direttore generale: chi è, cosa lo distingue dall'amministratore delegato, quando serve in un'azienda familiare e quanto margine deve produrre per ripagarsi.

di Redazione Imprenditore VeroL’imprenditore

Il direttore generale è il manager che guida l'operatività di tutta l'azienda e risponde all'organo amministrativo, cioè al consiglio di amministrazione o all'amministratore unico. Di solito è un dirigente assunto, non un socio. In un'azienda familiare è spesso la prima persona esterna a cui il titolare affida la gestione di tutti i giorni.

È una scelta che può liberare il titolare e far crescere l'azienda, oppure costare molto senza cambiare nulla. La differenza la fanno i numeri con cui la si prepara. Vediamo chi è, cosa fa, quando serve e come si misura.

Chi è il direttore generale?

Il direttore generale sta fra la proprietà e i responsabili di area. Sopra di lui c'è chi amministra l'azienda e decide la strategia. Sotto di lui ci sono produzione, commerciale, acquisti, amministrazione.

Nella maggior parte delle PMI:

  • è legato all'azienda da un rapporto di lavoro, quasi sempre da dirigente
  • riceve i suoi poteri con una procura, che dice cosa può firmare e fino a che importo
  • risponde dei risultati all'organo amministrativo, con obiettivi concordati

Il titolo non è riservato ai grandi gruppi. Un'azienda da 8 milioni con cinquanta dipendenti può avere bisogno di un direttore generale più di una multinazionale, perché lì tutto passa da una persona sola.

Che differenza c'è tra direttore generale e amministratore delegato?

Amministratore delegatoDirettore generale
Chi èUn componente del consiglio di amministrazioneDi solito un dirigente dipendente
Da dove arrivano i poteriDalla delega del consiglioDalla procura e dal contratto
Di cosa si occupaGestione e indirizzo dell'azienda, con i poteri delegatiGestione operativa, dentro le direttive ricevute
A chi rispondeAl consiglioAll'organo amministrativo

In molte aziende familiari i due ruoli convivono: il titolare resta amministratore delegato e affida a un direttore generale la macchina di tutti i giorni. Abbiamo descritto il ruolo dell'amministratore nell'articolo sull'amministratore delegato.

Cosa dice il codice civile?

Il codice civile dedica al direttore generale l'art. 2396, scritto per le società per azioni. Dice che le regole sulla responsabilità degli amministratori si applicano anche ai direttori generali nominati dall'assemblea o per disposizione dello statuto, in relazione ai compiti loro affidati, salve le azioni legate al rapporto di lavoro.

In pratica: se il direttore generale ha un ruolo di vertice riconosciuto dallo statuto o dall'assemblea, risponde come un amministratore per i compiti che gli sono affidati. Negli altri casi, i suoi doveri nascono soprattutto dal contratto di lavoro e dalla procura. Come scrivere contratto e procura è una scelta da fare con il proprio legale e il commercialista.

Cosa fa il direttore generale in un'azienda familiare?

Il suo lavoro è far funzionare l'azienda senza che il titolare debba essere presente in ogni decisione. In concreto:

  1. Traduce gli obiettivi in piani: dal budget approvato dalla proprietà ai piani di ogni area.
  2. Coordina i responsabili: produzione, vendite, acquisti, amministrazione.
  3. Controlla i numeri ogni mese: margini, costi, cassa, scostamenti dal budget.
  4. Decide dentro i limiti della procura, senza chiedere il permesso per ogni ordine.
  5. Riferisce alla proprietà con un report regolare, fatto di numeri e non di impressioni.

Il titolare, liberato dall'operatività, torna a fare quello che solo lui può fare: strategia, relazioni chiave, scelte sugli investimenti.

Quando serve un direttore generale?

Ci sono segnali abbastanza chiari:

  • il titolare è il collo di bottiglia: ogni decisione, anche piccola, aspetta lui
  • l'azienda cresce più veloce della struttura: più clienti, più persone, stessi metodi di quando era piccola
  • c'è un passaggio generazionale e i figli non sono pronti o non vogliono guidare l'operatività
  • il titolare vuole lavorare meno senza che l'azienda si fermi

Se ne riconosci due o più, il tema va affrontato. Ma prima di cercare la persona serve preparare l'azienda.

Quanto deve rendere un direttore generale?

Un direttore generale è un costo fisso importante. Per capire se si ripaga basta un conto.

Prendiamo un'azienda familiare di esempio che fattura 6 milioni con un primo margine del 35% e un EBITDA di 420.000 €, il 7%. Il direttore generale costa all'azienda 140.000 € l'anno, tutto compreso.

Fatturato in più per ripagarlo = Costo del direttore ÷ Primo margine %

140.000 ÷ 0,35 = 400.000 € di fatturato in più, con lo stesso margine.

Oppure, a parità di fatturato:

Punti di margine in più = Costo del direttore ÷ Fatturato × 100

140.000 ÷ 6.000.000 × 100 = 2,3 punti di primo margine in più.

Un buon direttore generale deve portare almeno questo, con prezzi rivisti, acquisti meglio trattati, meno sprechi e più ordine. Più il tempo che restituisce al titolare. Se dopo un anno l'EBITDA è uguale e il titolare lavora le stesse ore, l'azienda ha solo un costo in più.

Come si sceglie e come si misura?

Le aziende familiari che falliscono con il primo manager esterno di solito sbagliano su tre punti.

  • Poteri non chiari. Il direttore decide, poi un familiare lo scavalca con i fornitori o con i dipendenti. Dopo qualche mese smette di decidere.
  • Obiettivi non scritti. Senza margine, EBITDA e cassa concordati all'inizio, il giudizio diventa una questione di simpatia.
  • Nessun sistema di numeri. Senza un controllo di gestione mensile, il direttore non ha strumenti per guidare e la proprietà non ha strumenti per valutarlo.

Il direttore generale funziona quando entra in un'azienda che ha già un budget, un conto economico mensile per aree e una riunione fissa in cui si guardano i numeri. È il sistema che descriviamo nel nostro metodo.

Cosa succede quando il titolare esce dall'operatività?

Gianni Casamichele, INCASMED Srl, dispositivi medicali, faceva 60.000 chilometri l'anno ed era assorbito dall'operatività. Con il controller Giuseppe Barbarani ha riclassificato il conto economico, diviso l'azienda in business unit e costruito un budget. In 18 mesi l'utile è passato da 290.054 € a 633.735 € e la sua operatività è scesa dal 90% al 50%, con 20.000 chilometri l'anno. «Mi si è liberato del tempo per poter fare meglio l'imprenditore», racconta. «Fare crescere la struttura e delegare». La storia è nel caso studio di Gianni.

Daniele Ricceri, MAD Energia Srl, impianti di illuminazione e fotovoltaico, ha lavorato con il controller Domenico Magnifico su costi variabili e business unit. In 12 mesi l'utile è passato da 205.000 € a 535.000 €. Fra i passi che ha deciso dopo, ha dato responsabilità alle persone: il capocantiere che seguiva i cantieri oggi è amministratore e socio. I numeri sono nel caso studio di Daniele.

Cosa fare lunedì mattina?

Prima di cercare un direttore generale, scrivi tre cose. Le decisioni che vuoi tenere per te. Gli obiettivi in numeri che gli daresti per il primo anno: margine, EBITDA, cassa. Il report mensile che vorresti ricevere. Se non riesci a scriverle, il primo passo non è il direttore: è il sistema di numeri su cui lui dovrà lavorare.

Domande frequenti

Il direttore generale è un dipendente?

Di solito sì, con contratto da dirigente. Può anche essere un amministratore che ricopre il ruolo, ma nelle PMI è più comune un dirigente con procura.

Che differenza c'è tra direttore generale e general manager?

Nessuna. General manager è il nome inglese dello stesso ruolo.

Si può nominare un direttore generale in una SRL?

Sì. Nelle SRL il ruolo si costruisce con il contratto di lavoro e la procura. L'art. 2396 del codice civile è scritto per le società per azioni.

Il direttore generale può essere un familiare?

Sì, se ha le competenze e se la famiglia rispetta i suoi poteri come farebbe con un esterno. Gli obiettivi in numeri valgono allo stesso modo.

Quanto deve guadagnare un direttore generale?

Dipende da settore, dimensione e responsabilità. Conviene legare una parte del compenso a obiettivi misurabili come margine ed EBITDA, così il suo interesse coincide con quello dell'azienda.


Prima di affidare la tua azienda a un manager, serve un sistema di numeri che lui possa guidare e tu possa leggere. Nel workshop dal vivo, due giorni a Milano con Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo, lavori sui bilanci della tua azienda con i controller in sala e porti a casa i file Excel per continuare.