Costi figurativi: cosa sono e perché vanno calcolati
Costi figurativi: cosa sono, esempi tipici in una PMI come il lavoro del titolare non pagato, come si calcolano e perché cambiano prezzi e utile vero.
di Redazione Imprenditore VeroMargini e profitti
I costi figurativi sono costi che non trovi in bilancio perché nessuno li paga, ma che esistono: il lavoro del titolare senza compenso, il familiare che dà una mano senza stipendio, il capannone di proprietà usato gratis. Si calcolano a parte per capire quanto guadagna davvero l'azienda e quanto devono valere i prezzi.
Se li lasci fuori, l'azienda sembra guadagnare più di quello che guadagna. E spesso fai preventivi che non coprono i costi veri.
Cosa sono i costi figurativi?
Sono il valore delle risorse che l'azienda usa senza pagarle. Il bilancio civilistico registra solo i costi che nascono da un'operazione reale, una fattura o una busta paga. Se una risorsa è gratis, in bilancio non c'è.
Il controllo di gestione invece si chiede: quanto costerebbe questa risorsa se dovessi pagarla al prezzo di mercato? Quel valore è il costo figurativo.
Non vanno confusi con gli ammortamenti. L'ammortamento non fa uscire soldi nell'anno, ma è un costo vero, che sta in bilancio. Il costo figurativo in bilancio non c'è proprio.
Quali sono i costi figurativi più comuni in una PMI?
- Il lavoro del titolare non pagato o pagato poco. Se lavori cinquanta ore a settimana e non ti dai un compenso, l'azienda usa un manager gratis.
- Il lavoro dei familiari senza stipendio. La moglie in amministrazione, il figlio in magazzino il sabato.
- L'immobile di proprietà del titolare, usato dall'azienda senza affitto o con un affitto simbolico.
- Il capitale proprio. I soldi che hai messo in azienda potrebbero rendere qualcosa altrove. Il rendimento a cui rinunci è un costo figurativo, chiamato anche costo opportunità.
- Attrezzature o mezzi personali usati per l'azienda senza addebito.
Un esempio con i numeri
Prendiamo una piccola SRL di esempio che fattura 900.000 € e chiude il bilancio con un utile prima delle imposte di 70.000 €. Il titolare non prende compenso, la moglie segue l'amministrazione senza stipendio, il capannone è intestato al titolare e l'azienda non paga affitto. Nell'azienda ci sono 400.000 € di capitale proprio.
| Costo figurativo | Come si calcola | Euro l'anno |
|---|---|---|
| Lavoro del titolare | Costo di un responsabile che faccia il suo lavoro | 60.000 |
| Lavoro della moglie | Costo aziendale di un impiegato amministrativo | 30.000 |
| Affitto del capannone | Affitto di mercato di un immobile simile | 36.000 |
| Rendimento del capitale proprio | 400.000 × 3% (rendimento ipotizzato) | 12.000 |
| Totale | 138.000 |
Il risultato gestionale diventa:
Risultato al netto dei costi figurativi = Utile di bilancio − Costi figurativi
70.000 − 138.000 = −68.000 €.
Sulla carta l'azienda guadagna 70.000 €. In realtà, se dovesse pagare a prezzo di mercato tutto quello che usa, perderebbe 68.000 € l'anno. Quei 70.000 € non sono un guadagno: sono una parte del valore del lavoro e del capannone della famiglia, che rientra sotto forma di utile.
Le percentuali e i valori di mercato di questa tabella sono un esempio. Ognuno deve usare quelli della propria zona e del proprio settore.
Perché i costi figurativi vanno calcolati?
Per tre motivi pratici.
- Per sapere se l'azienda sta in piedi da sola. Il giorno che il titolare vuole delegare, andare in pensione o vendere, quei costi diventano veri. Un nuovo direttore va pagato, un capannone in affitto pure.
- Per fare i prezzi giusti. Se il costo orario dell'azienda non contiene il lavoro del titolare, ogni preventivo è troppo basso. Come si costruisce il costo completo lo spieghiamo nell'articolo su come calcolare il costo di un prodotto.
- Per confrontare le alternative. Conviene tenere il capannone o venderlo e prenderne uno in affitto? Conviene lavorare in azienda o fare il dipendente altrove? Senza costi figurativi le risposte sono sbagliate.
Quanto dovrebbe guadagnare il titolare?
È la domanda che sta dietro al costo figurativo più importante. La regola pratica è separare due cose:
- il compenso, che paga il lavoro che fai, come pagheresti un manager
- l'utile, che remunera il rischio e il capitale che hai messo
Se l'utile c'è solo perché il compenso non c'è, l'azienda non sta guadagnando. Ne parliamo nell'articolo su quanto guadagna un imprenditore.
È quello che diceva Andrea Strollo della sua azienda di zincatura e verniciatura dei metalli prima del percorso: «Lavoravamo dalla mattina alla notte, sabati e domeniche comprese, però a fine mese rientrava a malapena uno stipendio». Con il controllo di gestione ha rivisto il piano dei conti, calcolato il costo orario aziendale ed eliminato una business unit con margini nulli. In 12 mesi il suo compenso personale è passato da 11.100 € a 51.250 €, quadruplicato, come racconta il caso studio di Andrea.
Cosa fare lunedì mattina?
Scrivi su un foglio tutte le risorse che la tua azienda usa senza pagarle: il tuo lavoro, quello dei familiari, gli immobili, i mezzi. Accanto a ciascuna scrivi quanto costerebbe pagarla a prezzo di mercato. Togli il totale dall'utile dell'ultimo bilancio. Il numero che resta è quello che la tua azienda guadagna davvero.
Domande frequenti
I costi figurativi vanno in bilancio?
No. Il bilancio civilistico registra solo i costi effettivamente sostenuti. I costi figurativi si usano nel controllo di gestione, per decidere.
I costi figurativi sono deducibili?
No. Non essendo costi sostenuti, non riducono le imposte. Servono solo per leggere l'azienda e fare i prezzi.
Che differenza c'è tra costo figurativo e costo opportunità?
Il costo opportunità è il guadagno a cui rinunci scegliendo un'alternativa. Il rendimento del capitale proprio è un costo figurativo calcolato proprio come costo opportunità. Gli altri costi figurativi, come il lavoro del titolare, si calcolano al prezzo di mercato.
Che valore si usa per il lavoro del titolare?
Quello che costerebbe un manager capace di fare il suo lavoro nella stessa azienda, compresi contributi e oneri. Non quello che il titolare vorrebbe guadagnare.
Nel webinar gratuito Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come calcolare quanto guadagna davvero l'azienda e quanto deve guadagnare chi la guida. Ricevi i file Excel per rifare i conti sulla tua.


