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Capitale sociale: quanto metterne e a cosa serve davvero

Capitale sociale di una SRL: cos'è, il minimo di legge, perché 1 € non basta, che differenza c'è con il patrimonio netto e cosa guarda la banca. Con esempio.

di Redazione Imprenditore VeroTasse e patrimonio

Il capitale sociale è la somma che i soci si impegnano a mettere nella società quando la costituiscono, ed è scritta nell'atto costitutivo. Per una SRL il minimo di legge è 10.000 €, ma si può partire anche da 1 €: la scelta giusta dipende da quanto denaro serve davvero all'azienda per lavorare e da come vuoi presentarti a banche e fornitori.

Vediamo a cosa serve il capitale sociale, che differenza c'è con il patrimonio netto, cosa succede quando le perdite lo intaccano e come ragionare sulla cifra da mettere.

Cos'è il capitale sociale?

È il valore dei conferimenti dei soci, cioè di quello che ciascuno porta nella società: soldi, ma a certe condizioni anche beni o crediti. In cambio ogni socio riceve una quota proporzionale al suo conferimento.

Nel bilancio lo trovi nello stato patrimoniale, dal lato del passivo, alla voce A.I del patrimonio netto, come prevede l'art. 2424 del codice civile. Sta dal lato delle fonti perché dice da dove arrivano i soldi: dai soci, che li riavranno solo alla fine, dopo che tutti i creditori sono stati pagati.

Il capitale sociale è un numero fermo. Resta lo stesso anno dopo anno, finché i soci non decidono di aumentarlo o ridurlo con una delibera.

Qual è il capitale minimo di una SRL?

L'art. 2463 del codice civile fissa il capitale della SRL in almeno 10.000 €. Lo stesso articolo permette di scendere sotto questa cifra, fino a 1 €, con due condizioni: i conferimenti devono essere in denaro e devono essere versati per intero agli amministratori. In più, finché capitale e riserva legale insieme non arrivano a 10.000 €, almeno un quinto degli utili di ogni anno va accantonato a riserva.

Esiste anche la SRL semplificata (art. 2463-bis), con capitale da 1 € a meno di 10.000 € e un atto costitutivo standard. Per la SPA il minimo è 50.000 € (art. 2327).

A cosa serve davvero il capitale sociale?

Ha due funzioni, e la seconda conta più della prima.

La prima è una garanzia verso i terzi. Nella SRL delle obbligazioni della società risponde solo la società con il suo patrimonio (art. 2462). Chi fa credito all'azienda sa che i soci, in linea di principio, non ci rimettono di tasca propria. Il capitale è il segnale minimo di quanto i soci hanno messo in gioco.

La seconda è finanziare l'avvio. Prima di vendere, un'azienda compra attrezzature, paga l'affitto, anticipa stipendi e merce. Questi soldi devono arrivare da qualche parte. Se non arrivano dai soci, arrivano dalla banca o dai fornitori, e costano.

Una SRL con 1 € di capitale è perfettamente legale. Ma il primo mese di affitto lo dovrà pagare qualcuno, e quel qualcuno sarà il socio, con un finanziamento, o la banca, che chiederà una garanzia personale. La responsabilità limitata, a quel punto, vale poco.

Che differenza c'è tra capitale sociale e patrimonio netto?

È la differenza che conta di più per un imprenditore. Il capitale sociale è quello che i soci hanno messo all'inizio. Il patrimonio netto è il capitale più tutto quello che l'azienda ha accumulato o perso negli anni: riserve, utili non distribuiti, perdite.

Patrimonio netto = Capitale sociale + Riserve + Utili non distribuiti − Perdite

Prendiamo una SRL di esempio nata con 10.000 € di capitale. In dieci anni ha lasciato in azienda 340.000 € di utili. Il capitale è ancora 10.000 €, il patrimonio netto è 350.000 €. È questo secondo numero che dice quanto l'azienda è solida, ed è quello che la banca guarda. Ne abbiamo parlato nell'articolo sul patrimonio netto.

Quanto capitale sociale mettere?

Non esiste una cifra giusta per tutti. Esiste un ragionamento in tre passi.

  1. Calcola quanto serve per partire. Investimenti iniziali, più i costi dei primi mesi, più il capitale che servirà per magazzino e clienti che pagano a 60 o 90 giorni.
  2. Decidi quanto mettono i soci e quanto chiedi alla banca. Una banca difficilmente finanzia un'azienda in cui i soci non hanno messo nulla.
  3. Scegli in che forma i soci mettono i soldi. Una parte come capitale sociale, il resto eventualmente come versamento in conto capitale o come finanziamento soci.

Facciamo un esempio. Due soci aprono un'attività che richiede 150.000 € per partire. Ne chiedono 80.000 alla banca e ne mettono 70.000 di tasca propria. Possono scegliere di mettere 20.000 € come capitale sociale e 50.000 come finanziamento soci, o tutto come capitale. Le conseguenze sono diverse.

FormaSi può restituire ai soci?Come la vede la banca
Capitale socialeSolo con una riduzione deliberataPatrimonio dell'azienda
Versamento in conto capitaleCon una delibera dei soci, perché è una riservaPatrimonio dell'azienda
Finanziamento sociSì, è un debito della societàDebito, salvo patti di postergazione

Il finanziamento soci si può restituire più facilmente, ma nel bilancio aumenta i debiti. Le regole sul rimborso sono nell'art. 2467, che in certe condizioni lo rende postergato agli altri creditori. Ne parliamo nell'articolo sul finanziamento soci. Gli effetti fiscali di ciascuna scelta vanno valutati con il commercialista.

Cosa succede se le perdite mangiano il capitale?

Le perdite riducono il patrimonio netto. Finché ci sono riserve, intaccano quelle. Quando le perdite superano un terzo del capitale, il codice civile chiede agli amministratori di convocare i soci (art. 2482-bis). Se il capitale scende sotto il minimo legale, i soci devono ridurlo e contemporaneamente ricostituirlo, oppure trasformare la società (art. 2482-ter).

Il punto pratico è uno: le perdite non arrivano a dicembre. Si formano mese dopo mese. Un imprenditore che vede i numeri ogni mese se ne accorge quando può ancora intervenire, invece di scoprirlo quando il bilancio è già chiuso.

Cosa fare lunedì mattina?

Apri l'ultimo bilancio e guarda la sezione A del passivo. Scrivi su un foglio tre numeri: capitale sociale, totale del patrimonio netto, debiti verso soci per finanziamenti. Se il patrimonio netto è più basso del capitale, l'azienda ha perso più di quanto ha guadagnato negli anni. Se i finanziamenti soci sono molto più alti del patrimonio netto, la banca vede un'azienda sottocapitalizzata. In entrambi i casi è il momento di parlarne con il commercialista e di capire perché.

Domande frequenti

Si può aprire una SRL con 1 euro?

Sì. Il codice civile lo permette, purché il conferimento sia in denaro e versato per intero. Ma l'azienda dovrà comunque trovare i soldi per partire, e senza capitale li troverà con finanziamenti dei soci o della banca.

Il capitale sociale si può spendere?

Sì. Una volta versato è denaro della società e si usa per l'attività. Il capitale sociale nel bilancio resta un numero fisso, ma i soldi corrispondenti non devono restare fermi sul conto.

Capitale sociale e patrimonio netto sono la stessa cosa?

No. Il capitale sociale è quello che i soci hanno conferito. Il patrimonio netto comprende anche riserve, utili accumulati e perdite. È il patrimonio netto a dire quanto l'azienda è solida.

Conviene aumentare il capitale sociale?

Dipende dallo scopo. Rafforza l'immagine dell'azienda verso banche e fornitori, ma i soldi versati si riprendono solo con una riduzione deliberata. Va deciso con il commercialista, sulla base di un piano che dica quanti soldi servono e per cosa.


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