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Attrezzature industriali e commerciali: la voce B.II.3

Attrezzature industriali e commerciali: cosa c'è nella voce B.II.3 del bilancio, stampi e utensili, il valore costante e come ribaltarne il costo sul prezzo.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Le attrezzature industriali e commerciali sono la voce B.II.3 dello stato patrimoniale: utensili, stampi, attrezzi da laboratorio, attrezzature di un negozio o di una cucina, cioè gli strumenti che servono a lavorare ma non sono macchine. Si iscrivono al costo e si ammortizzano, oppure, a certe condizioni, restano in bilancio a un valore costante.

Sembra una voce minore, e spesso lo è. Ma in alcune aziende, quelle che lavorano con stampi su commessa per esempio, nasconde una parte importante del costo del prodotto. Vediamo cosa c'è dentro e cosa deve guardare l'imprenditore.

Cosa c'è nella voce attrezzature industriali e commerciali?

È la terza voce delle immobilizzazioni materiali nello schema dell'art. 2424 del codice civile. Qualche esempio per settore:

SettoreCosa finisce in B.II.3
Officina meccanicautensili, maschere di montaggio, strumenti di misura
Stampaggio plastica o metallistampi, anche quelli costruiti per un singolo cliente
Ristorazioneattrezzatura di cucina, pentolame professionale
Commercioattrezzatura del punto vendita
Laboratorio artigianoattrezzi, banchi di lavoro attrezzati

Il confine con gli impianti e macchinari e con gli altri beni non è sempre netto. Una regola pratica: se fa da solo una lavorazione è un macchinario, se serve a chi lavora o alla macchina per lavorare è un'attrezzatura. Più della risposta giusta in assoluto conta la coerenza: lo stesso tipo di bene va nella stessa voce ogni anno.

Come si valutano le attrezzature in bilancio?

Le strade sono due.

La strada ordinaria è quella di ogni immobilizzazione materiale: costo d'acquisto o di produzione, poi ammortamento lungo la vita utile (art. 2426 del codice civile, numeri 1 e 2). Se l'attrezzatura si costruisce in casa, il costo comprende materiali e ore di lavoro interne.

La strada del valore costante è prevista dallo stesso articolo, al numero 12. Le attrezzature industriali e commerciali possono restare in bilancio a un valore fisso se vengono rinnovate di continuo, se nel complesso sono di scarsa importanza rispetto all'attivo e se la loro quantità, il valore e la composizione non cambiano in modo sensibile. È il caso tipico della minuteria: punte, frese, chiavi, che si consumano e si ricomprano ogni anno. In questo caso i riacquisti diventano costi dell'anno e il valore in bilancio resta fermo.

C'è poi il tema dei beni di costo unitario molto basso. Il fisco consente di dedurli per intero nell'anno dell'acquisto, sotto una soglia fissata dal testo unico delle imposte sui redditi, e molte aziende fanno lo stesso anche nel bilancio. È una scelta di cui parlare con il commercialista.

Gli stampi: un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,5 milioni con lo stampaggio di componenti in plastica. Un cliente chiede un nuovo componente e l'azienda costruisce uno stampo da 45.000 €. Il contratto prevede forniture per tre anni, 10.000 pezzi l'anno.

Lo stampo serve solo a quel cliente, quindi la sua vita utile coincide con la durata della fornitura:

Ammortamento annuo = 45.000 ÷ 3 = 15.000 €

Costo dello stampo per pezzo = 45.000 ÷ 30.000 = 1,50 €

Ora tre scenari.

ScenarioCosa succede
Il cliente ritira i 30.000 pezzilo stampo si ripaga, se 1,50 € a pezzo è nel prezzo
Il cliente si ferma dopo un annorestano 30.000 € da ammortizzare per uno stampo che non serve più: vanno svalutati, e l'utile dell'anno scende di 30.000 €
Lo stampo non è nel prezzoogni pezzo venduto perde 1,50 € di margine senza che nessuno se ne accorga

Ecco perché le aziende che lavorano così spesso fanno pagare lo stampo a parte, o lo ripartiscono sul prezzo con un minimo di pezzi garantito. È una decisione commerciale, ma nasce da una voce di bilancio.

Perché questa voce interessa all'imprenditore?

Perché è un costo fisso nascosto. L'ammortamento delle attrezzature finisce tra i costi fissi, sotto l'EBITDA. Se nel calcolo del costo del prodotto guardi solo materiali e ore, le attrezzature restano fuori e il prezzo esce troppo basso.

Perché il valore costante va tenuto d'occhio. Se l'azienda cresce e le attrezzature aumentano, il valore fisso non rappresenta più la realtà. La condizione del numero 12 non è più rispettata e la voce va rivista.

Perché si sottovaluta la spesa. Tanti piccoli acquisti messi tra i costi dell'anno, uno alla volta, sembrano poca cosa. Sommati possono pesare quanto una macchina. Conviene sapere quanto spendi ogni anno in attrezzatura, che sia in bilancio come immobilizzazione o tra i costi. Ogni bene che rientra tra le immobilizzazioni è un cespite e ha una sua scheda nel registro dei beni ammortizzabili.

Cosa fare lunedì mattina?

Guarda nel bilancio la voce B.II.3 e nella nota integrativa quanto è cresciuta nell'anno. Poi chiedi al commercialista quanto hai speso in attrezzatura minuta tra i costi. Somma le due cifre: è la spesa reale in attrezzature. Infine prendi i tre stampi o attrezzi più costosi costruiti per un cliente o per un prodotto e verifica che il loro costo sia davvero dentro il prezzo di vendita.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra attrezzature e macchinari?

Il macchinario esegue una lavorazione da solo, l'attrezzatura serve alla persona o alla macchina per lavorare. In bilancio i macchinari stanno nella voce B.II.2, le attrezzature nella B.II.3.

Cosa vuol dire iscrivere le attrezzature a valore costante?

Vuol dire tenerle in bilancio sempre allo stesso valore, mettendo tra i costi dell'anno i riacquisti. Il codice civile lo permette solo per beni rinnovati di continuo, di scarsa importanza rispetto all'attivo e stabili per quantità, valore e composizione.

Lo stampo pagato dal cliente va nelle attrezzature?

Dipende dal contratto: se la proprietà passa al cliente non è un bene dell'azienda. Se resta all'azienda, va nelle attrezzature e si ammortizza. Il contratto va letto con il commercialista.

Le attrezzature si ammortizzano tutte nello stesso numero di anni?

No. La vita utile dipende dal tipo di attrezzatura e da come si usa. Uno stampo dedicato a un cliente può durare quanto la commessa, un banco di lavoro molti anni.


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