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Forecast aziendale: cos'è e come si aggiorna durante l'anno

Forecast aziendale: cos'è, che differenza c'è con il budget, come si calcola la chiusura dell'anno con i mesi già fatti e quelli che mancano, con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroBudget e pianificazione

Il forecast aziendale è la stima aggiornata di come chiuderà l'anno. Si ottiene sommando i risultati dei mesi già passati, presi dalla contabilità, alla previsione dei mesi che mancano, e si aggiorna di solito ogni mese o ogni trimestre.

Il budget ti dice dove volevi arrivare. Il forecast ti dice dove stai arrivando davvero, finché c'è ancora tempo per cambiare strada. Vediamo come si costruisce e come si usa in una PMI, con un esempio.

Cos'è il forecast aziendale?

È una previsione di chiusura. A fine giugno, per esempio, hai sei mesi di numeri veri e sei mesi ancora da vivere. Il forecast mette insieme le due cose e risponde a una domanda: se continuiamo così, con quello che sappiamo oggi, come finisce l'anno?

La formula è semplice:

Forecast di fine anno = Consuntivo da gennaio a oggi + Previsione dei mesi restanti

La parte difficile è la seconda: stimare i mesi che mancano con le informazioni che hai oggi, non con quelle che avevi quando hai fatto il budget.

Che differenza c'è fra budget e forecast?

Il budget si fa una volta, prima dell'inizio dell'anno, e non si cambia. È l'obiettivo. Lo abbiamo visto nell'articolo sul budget economico.

Il forecast si rifà più volte durante l'anno. È la stima che si aggiorna man mano che arrivano informazioni nuove: un cliente perso, un aumento del costo delle materie prime, una commessa grande acquisita.

Servono tutti e due. Se cambi il budget ogni volta che i numeri non tornano, perdi il riferimento e ogni anno sembra andare come previsto. Se hai solo il budget, sai di essere fuori strada ma non di quanto finirai fuori.

Come si costruisce un forecast passo per passo?

  1. Chiudi il consuntivo dei mesi passati. Ricavi, costi variabili, costi fissi, mese per mese, con la stessa struttura del budget.
  2. Rivedi le vendite dei mesi restanti. Parti dagli ordini già in portafoglio, dalle trattative aperte e dall'andamento degli ultimi mesi. Non copiare il budget se i mesi passati dicono un'altra cosa.
  3. Applica il margine reale. Se nei primi sei mesi il primo margine è stato più basso del previsto, chiediti se il motivo è passeggero o se continuerà.
  4. Aggiorna i costi fissi. Assunzioni, uscite, aumenti, spese nuove decise nel frattempo.
  5. Calcola il risultato e confrontalo con il budget. La differenza è il lavoro da fare nei mesi che restano.

Come funziona il forecast con i numeri?

Prendiamo un'azienda di esempio con questo budget annuo: 1.800.000 € di ricavi, primo margine al 40% (720.000 €), costi fissi per 600.000 €, risultato di 120.000 €.

A fine giugno il consuntivo dice altro. Le vendite sono state 820.000 € invece di 900.000 €, il primo margine si è fermato al 37% per l'aumento di alcune materie prime che non è stato girato sui prezzi, e i costi fissi sono stati 305.000 €.

Per il secondo semestre il titolare guarda gli ordini e le trattative e stima 880.000 € di vendite. Se il margine resta al 37% e i costi fissi a 300.000 €, ecco il forecast:

VoceBudgetConsuntivo gen-giuPrevisione lug-dicForecast
Ricavi1.800.000820.000880.0001.700.000
Primo margine720.000303.400325.600629.000
Costi fissi600.000305.000300.000605.000
Risultato120.000−1.60025.60024.000

Il budget prometteva 120.000 €, il forecast dice 24.000 €. Mancano 96.000 €. Saperlo a luglio cambia tutto, perché restano sei mesi per agire.

Vediamo cosa può fare il titolare. Riportare il primo margine al 40% sulle vendite del secondo semestre, rivedendo i prezzi dei prodotti dove l'aumento dei costi pesa di più, vale 880.000 × 3% = 26.400 €. Recuperare 60.000 € di vendite in più a margine pieno vale altri 24.000 €. Rimandare una spesa fissa non urgente ne vale altri 10.000. Insieme fanno 60.400 €: il risultato non torna a 120.000, ma sale a circa 84.000 €.

Senza forecast, la stessa azienda avrebbe scoperto i 24.000 € a marzo dell'anno dopo, guardando il bilancio.

Ogni quanto si aggiorna il forecast?

In una PMI il ritmo giusto è mensile, subito dopo la chiusura del consuntivo del mese. Se l'azienda è stabile e con poche sorprese, può bastare ogni trimestre.

Più importante della frequenza è la regolarità. Un forecast aggiornato a marzo e poi dimenticato fino a ottobre non serve a nulla. Conviene inserirlo nel report mensile, accanto al budget e al consuntivo: tre colonne che si leggono insieme. Come costruire un report che si legga davvero lo spieghiamo nell'articolo sul report aziendale.

Cos'è il rolling forecast?

È una variante in cui la previsione guarda sempre ai dodici mesi successivi, non solo alla fine dell'anno. A ottobre, invece di fermarti a dicembre, prevedi fino al settembre dopo.

È utile per le aziende con cicli lunghi, commesse pluriennali o forte stagionalità, perché a fine anno non c'è un vuoto di previsione. Per molte PMI il forecast di fine anno, aggiornato ogni mese, è già un grande passo.

Che errori si fanno più spesso?

  • Copiare il budget nei mesi restanti. Così il forecast dice sempre che recupererai tutto nella seconda metà dell'anno.
  • Essere ottimisti per abitudine. Le trattative contano solo se hanno buone probabilità di chiudersi nell'anno.
  • Dimenticare i costi fissi nuovi. Un'assunzione decisa a maggio cambia il risultato di fine anno.
  • Guardare solo il conto economico. Se il forecast dice che l'utile tiene ma i clienti pagano più tardi, la cassa può soffrire lo stesso.
  • Non decidere niente. Il forecast serve solo se alla fine c'è un elenco di azioni con un responsabile.

Cosa cambia quando il forecast diventa un'abitudine?

Lo racconta Luca Martin, alla guida di Martin Ecologia e Servizi, azienda di servizi ambientali. All'inizio chiudeva il bilancio a luglio senza sapere cosa aspettarsi su tasse e investimenti. Con il controllo di gestione ha calcolato il costo orario di ogni servizio, creato un budget previsionale e pianificato in anticipo gli investimenti. In 9 mesi l'EBITDA è passato da 99.457 a 294.000 €, dal 6,87% al 19,36% del fatturato.

Luca descrive così il punto di arrivo: «Abbiamo già un previsionale 2025-2026, abbiamo già idea degli investimenti che andremo a fare in questi due anni, abbiamo idea di un sacco di cose che prima erano nascoste dalla nebbia». La storia è nel caso di Luca.

Domande frequenti

Il forecast sostituisce il budget?

No. Il budget resta l'obiettivo, il forecast è la stima aggiornata. Si confrontano per capire quanto lavoro serve per tornare in linea.

Serve il forecast anche in un'azienda piccola?

Sì, anche in versione semplice: ricavi, primo margine, costi fissi e risultato. Più l'azienda è piccola, più un anno storto pesa, e prima lo vedi meglio è.

Quanto deve essere preciso?

Abbastanza da prendere decisioni. Una stima vicina alla realtà e aggiornata ogni mese vale più di un calcolo perfetto fatto una volta.

Si fa anche il forecast della cassa?

Sì, ed è consigliabile. Si costruisce allo stesso modo sul budget di cassa: incassi e pagamenti già avvenuti più quelli previsti fino a fine anno.

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